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Pensioni donne, anzianità, uomini Governo Renzi: riforma, novità sette punti urgenti e gravi su cui fare nuove leggi. Quali sono

I problemi pensionistici necessari da risolvere per rendere il sistema previdenziale italiani più flessibile e sostenibile. La situazione




Aumentare le pensioni minime, pensare a piani di uscita anticipata e flessibile, e rimettere in piedi l’Inps, sia per il problema conti che si registra (un buco di quasi 13 miliardi di euro), sia per i problemi di governance, evidenziati dal nuovo commissario Inps Treu. Ma non solo: occorre trovare una soluzione definitiva per i Quota 96 della scuola, così come evitare che quella proposta di referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero, avanzata dalla Lega e che ha già ricevuto il primo ok dalla Cassazione, passi ufficialmente,perché cancellare del tutto la legge Fornero significherà dover rinunciare a ben 80 miliardi di euro di risparmi (fino al 2021) garantiti dalla riforma pensionistica attuale.

Per mantenere, dunque, l’impianto della legge pensionistica oggi in vigore così com’è ma dare il via ad una riforma pensioni Renzi che la modifica in qualche sua parte, bisognerà allora concentrarsi sulle modifiche più importanti che servirebbero a rendere il sistema previdenziale più flessibile e sostenibile.

Troppo elevata, infatti, anche la spesa pensionistica italiana, motivo per cui Fmi e Ue hanno invitato il governo a tagli sulle pensioni. E bisogna poi concentrarsi, ma in vista del voto sulla Legge di Stabilità del prossimo 24 novembre, sulle misure proposte di tassazione sul Tfr in busta paga e aumento della tassazione sui fondi pensione, che dovrebbe passare dall’11,5% al 20%.

E resta da trovare una soluzione anche per il nuovo problema della rivalutazione negativa delle pensioni, che segue l’andamento negativo del Pil italiano. Per evitare che il valore delle pensioni venga, paradossalmente, svalutato, l’Inps pensa ad azzerare l’effetto svalutazione delle pensioni e ha inviato, per questo, una lettera ai ministeri del Lavoro e dell’Economia per chiedere un chiarimento sull’applicazione del meccanismo di calcolo introdotto nel 1995 dalla riforma Dini.

Considerando che la rivalutazione del montante contributivo serve per rivalutare in maniera positiva gli assegni pensionistici, con il coefficiente negativo sarebbero i futuri pensionati a pagare ancora una volta il prezzo della crisi, cosa che non piace a nessuno e motivo per cui lo stesso sottosegretario Baretta ha assicurato che si sta lavorando sulla questione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il