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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: cambiamenti ed emendamenti Legge Stabilità approvati, aboliti, sospesi al momento

Cosa potrebbe cambiare per le pensioni con nuova Legge di Stabilità ed emendamenti ancora in ballo: quali già dichiarati inammissibili




In discussione gli emendamenti alla nuova Legge di Stabilità che il prossimo 24 novembre approderà in Aula per il voto finale. Tanti gli emendamenti già cancellati, circa 1.600, e dei 3.700 presentati ne restano da discutere 2.100. Diverse le proposte di modifica presentate anche per intervenire sulla riforma pensioni che sta creando tanto caos, ma anche sulle misure contenute nella prima versione della Legge di Stabilità, come tassazione del Tfr in busta paga e tassazione aumentata per i fondi pensioni.

Ma la situazione non si prospetta poi così rosea: se, infatti, non sono stati presentati emendamenti con piani di uscita anticipata di cui tanto si è discusso, da prestito pensionistico, a sistema contributivo per tutti, a uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni o uscita con Quota 100, tanti altri sono già stati dichiarati inammissibili, principalmente per mancanza di coperture.

Non è stato approvato quelle che chiedeva la cancellazione delle penalizzazioni per gli usuranti che vogliono andare in pensione prima dei 62 anni; sospeso al momento quello sulla rivalutazione, negativa, per cui lo stesso Inps ha chiesto interventi di revisione che saranno probabilmente discussi direttamente in Parlamento. Ma, in tal senso, una modifica potrebbe arrivare direttamente dal governo, con un provvedimento ad hoc, e non rientrare nella Legge di Stabilità.

Saltano anche gli emendamenti che chiedono di cancellare l'aumento del prelievo fiscale sui fondi pensione complementare e sulle Casse previdenziali private; per la soluzione dei Quota 96 della scuola; e quelli di Maino Marchi e Marco Causi (Pd) per una tassazione agevolata sull'anticipo del Tfr in busta paga, che non sia cumulabile con il resto dell'imponibile; e la proposta di Stefano Fassina per destinare anche agli statali il Tfr in busta paga e per farlo pagare direttamente dai datori di lavoro nelle imprese sotto i 50 dipendenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il