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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità e interventi quando, per chi e come potrebbero avvenire

Nessun sistema di uscita anticipata e flessibile per intervenire sull’attuale riforma pensioni, nessuna modifica penalizzazioni ma sempre più verso referendum abrogativo




Le urgenze per intervenire sulla riforma pensioni sembrano essersi spostate dalla necessità di rendere l’attuale sistema pensionistico italiano più flessibile a quella di correggere il sistema di rivalutazione delle pensioni che, quest’anno per la prima volta, rischia di essere negativa se non saranno previste modifiche al sistema. A causa, infatti, dell’andamento negativo del Pil italiano, le pensioni anzicchè essere rivalutate rischiano di essere svalutate, ancora una volta, a tutto svantaggio unicamente dei futuri pensionati, cosa che è necessario evitare, come auspicato da diverse forze politiche così come dalle autorevoli voci Inps Treu e Nori.

E fra discussioni di rivalutazioni pensioni, tassazione sul Tfr in busta paga, aumenti delle rendite sui fondi pensione, sembrano svanire le speranze di vedere approvati sistemi di uscita anticipata e flessibile necessari per rendere la riforma pensioni attuale meno rigida. Nessun meccanismo, dunque, di prepensionamento a costo zero, da prestito pensionistico a sistema contributivo per tutti, uscita a quota 100 o a 62 anni di età e 35 di contributi con penalizzazioni.

E tramonta anche la possibilità di cancellazione delle penalizzazioni per usuranti e precoci che decidessero di andare in pensione prima dei 62 anni. Di contro, la Legge di Stabilità ha previsto, per le pensioni, interventi unicamente peggiorativi. Stiamo parlando del regime fiscale di tassazione ordinaria cui dovrebbe essere sottoposto il Tfr in busta paga e dell’aumento dell’aliquota di tassazione sui fondi pensione, che dovrebbe passare dall’11,5% al 20%.

E intanto ci si avvicina sempre più alla possibilità di voto del referendum di abrogazione della legge Fornero, proposto dalla Lega e che ha già ricevuto il primo via libera dalla Cassazione. L’attesa ora è per il parere della Corte Costituzionale e nel caso fosse positivo, gli italiani sarebbero chiamati al voto la prossima primavera.

E, dopo il primo via libera della Cassazione, sembra che l’unica possibilità di cambiamento della riforma pensioni Fornero sia il referendum abrogativo indetto dalla Lega, che potrebbe cancellare l’attuale legge pensionistica per riportare in vigore le vecchi norme. Resta, intanto, la speranza che il premier Renzi, se e quando l'economia inizierà a dare segnali di ripresa, possa riprendere, come annunciato e ribadito, il discorso degli 80 euro anche ai pensionati e una no tax area, come ha anche detto qualche giorno fa il ministro Boschi, anche se il riferimento temporale fatto slitta al 2016.

Nulla, però, ancora, nonostante i tantissimi emendamenti presentati, su sistemi di uscita anticipata. Nonostante a costo zero e vantaggiosi, sia in termini di risparmi che di nuove possibilità occupazionali, prestito pensionistico, uscita con Quota 100 o a 62 anni con 35 ani di contributi e penalizzazioni, e uscita prima con sistema contributivo non figurano tra le possibili novità, seppure remote, da attuare per modificare le pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il