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Pensioni donne, precoci, uomini, usuranti riforma Governo Renzi: novità e cambiamenti. Per chi, quando e come approvabili ancora

Ancora decisamente aperto il dibattito su modifiche riforma pensioni: nessuna uscita anticipata ma riammesso emendamento Quota 96 e cancellazione penalizzazioni per alcuni lavoratori




Resta ancora decisamente aperto il dibattito sulla riforma pensioni e le eventuali modifiche da attuare da parte del governo Renzi necessarie per rendere l’attuale sistema previdenziale più flessibile e sostenibile. Ma, mentre sembrano tramontare le possibilità di approvazione di meccanismi di uscita anticipata, come prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, uscita a Quota 100, si torna a discutere, dopo una prima cancellazione di tale possibilità, dell’eliminazione delle penalizzazioni per lavoratori usuranti che vogliono andare in pensione prima dei 62 anni.

Così come è stato riammesso l’emendamento che chiede soluzioni per il pensionamento dei Quota 96 della scuola, come comunicato dalla deputata Gnecchi di Sel. E si attende ora l’ultima risposta da parte dell’esecutivo in merito: dopo il precedente della sentenza del Tribunale di Salerno che ha finalmente concesso il pensionamento a 42 docenti salernitani, sono in molti gli interessati che, se non dovessero vedere soluzioni concrete dal governo, si rivolgerebbero ai tribunali competenti riuscendo, certamente, a guadagnarsi l’accesso alla pensione.

Ma se il governo, invece, dovesse chiudere questa partita, sarebbe un segnale importante per la questione pensioni in generale, giacchè risolvere il caso dei Quota 96 della scuola significherebbe attuare una prima reale correzione alla riforma pensioni Fornero, errata in alcune sue parti. Resta, poi, da risolvere anche il ‘nuovo’ problema di una probabile rivalutazione negativa delle pensioni, legate all’andamento del Pil italiano che in questo periodo di forte crisi certo non si attesta su valori positivi.

Ma, conclamata la situazione per cui non devono essere pensionati e futuri tali a pagare il prezzo della crisi, vedendosi svalutare le proprie pensioni, che diventerebbero più basse di quanto già per molti non lo siano già, piuttosto che rivalutate, forse politiche e non solo, ritengono sia giusto intervenire per correggere questo meccanismo di calcolo e non penalizzare i futuri pensionati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il