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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità questa settimana

Tra sistemi di uscita anticipata e flessibile, referendum abrogativo riforma pensioni Fornero, rivalutazione negativa pensioni quest’anno dibattito su modifiche previdenza decisamente sempre più aperto




Prestito pensionistico, estensione dell’opzione contributivo donna anche agli uomini, uscita con Quota 100 o a 62 anni con 35 anni di contributi e una serie di penalizzazioni, ma anche aumenti alle pensioni minime con l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati: nessuno di tutti questi interventi che erano stati auspicati per la nuova Legge di Stabilità sono effettivamente arrivati. Nulla di buono, dunque, su sistemi di uscita anticipata e flessibile per modificare positivamente l’attuale riforma pensioni, ma solo interventi peggiorativi che riguardano la tassazione sul Tfr in busta paga e l’aumento di quella su fondi pensione e previdenza complementare.

Per evitare peggioramenti ulteriori, sono stati presentati emendamenti di modifica con la richiesta di un regime fiscale agevolato per chi decide di ricevere parte del Tfr in busta paga e un aumento più contenuto dell’aliquota di tassazione sui fondi pensione, che dovrebbe salire, secondo quanto previsto attualmente, dall’11,5 al 20% ma per cui è stato chiesto un aumento fino al 15%.

E, intanto, si accende il dibattito sul referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero, lanciato dalla Lega, approvato dalla Cassazione e che ora attende il parere della Corte Costituzionale, e, novità, sul problema della rivalutazione negativa delle pensioni, meccanismo che si verificherebbe per la prima volta quest’anno, a causa del Pil italiano scivolato in territorio negativo. Questa novità porterebbe, secondo le ultime notizie, ad una svalutazione, piuttosto che rivalutazione delle pensioni, a tutto danno, l’ennesimo, per i pensionati, condizione negativa che si aggiungerebbe a quella criticità che i pensionati vivono già.

Molti di loro infatti percepiscono assegni mensili inferiori ai mille euro e una parte, circa 2 milioni, arriva a stento ad avere 500. E’ chiaro, dunque, come la situazione sia già fin troppo difficile, per tutti, ma per le donne ancor più penalizzate per valore di assegni anche minori rispetto agli uomini. Ed è per questo motivo che sia commissario Inps Treu, sia Cesare Damiano e sottosegretario Baretta hanno assicurato che si sta lavorando per non penalizzare ulteriormente la categoria dei pensionati.  

Secondo il commissario Inps Treu, “L'opinione dell'Inps sul calcolo delle pensioni con il sistema contributivo è conforme con la lettera e lo spirito della legge che parla di rivalutare e non di svalutare le pensioni. Per l'Inps non è ammissibile una svalutazione del montante contributivo legato al Pil negativo, ma che il tasso di rivalutazione al massimo può essere pari a zero”. D’accordo sulla posizione, il direttore generale dell'Inps, Mauro Nori, per cui “se l'interpretazione» della norma stabilisce che non è possibile svalutare, allora non c'è un problema di coperture, perché vuol dire che erano già previste” e, sul sistema che aggancia le pensioni al Pil e del rischio di una diminuzione degli importi, vista la recessione, ha detto che “in caso di interpretazione diversa della normativa si aprirebbe un problema di copertura relativo a circa 15 milioni di lavoratori”.

Il dibattito pensionistico è aperto anche su altri fronti, dall’emendamento del M5S che ha chiesto di reintrodurre il tetto alle pensioni d’oro, fissato dall’ex ministro Fornero, ma improvvisamente cancellato, al referendum di cancellazione della legge pensionistica attuale, lanciato dalla Lega. Il capogruppo della Lega Nord alla Camera Fedriga ha detto “Il Pd vuole salvare le pensioni d’oro. La Lega ha presentato un emendamento al Jobs Act che ristabilisce un limite oltre il quale gli assegni previdenziali non possono salire ma il Pd lo ha tolto. Il Pd lo ha eliminato e questa scelta rischia di pesare sui conti pubblici per 2 milioni per il 2014 e se non fosse corretta la norma ci costerà 500 milioni nei prossimi anni”.

Ma “Se alla Camera nessuno presenterà un emendamento alla legge di stabilità per ripristinare un tetto massimo alle pensioni d’oro, lo faro io in Senato” ha risposto il senatore del Partito democratico Francesco Russo. Per Messina di Idv: “In Italia circa 33.000 soggetti sono veri e propri pensionati d’oro che costano 3,3 miliardi di euro l’anno. E’ il momento di darci un taglio, nel nome della solidarietà intergenerazionale e della sostenibilità del sistema”.

Ed è scontro fra i sindacati stessi sul referendum della Lega: se infatti Susanna Camusso se ne è detta favorevole, pronta a votare positivamente se anche la Corte Costituzionale, dopo la Cassazione, darà il via libera, “Bisogna convincere il governo a ridiscuterne, con una campagna che dovrà partire subito, perché l’abrogazione della legge Fornero sulle pensioni sarebbe un clamoroso errore” secondo Carla Cantone, segretario dei pensionati Cgil.

E precisa: “Salvini fa il suo mestiere ma noi dobbiamo fare il nostro. È chiaro che se non c’è altro in campo tutti si aggrapperanno al referendum, ma noi non possiamo rinunciare a condurre questa battaglia. Dobbiamo mettere in atto una strategia, convincere il governo a ridiscuterne, con una campagna, possibilmente unitaria, che dovrà partire subito, tenendo conto di tutte le possibilità. Dalla raccolta di firme per un appello fino allo sciopero, cominciando da quello che probabilmente decideremo fra un paio di giorni: fra gli obiettivi dovrà contenere l’abolizione della riforma Fornero”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il