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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: INPS, chi rischi, quanto perde calcolo rivalutazione negativa contributi. Soluzioni

Quest’anno, per la prima volta, le pensioni potrebbero essere rivalutate in negativo: cosa è successo, come funziona meccanismo e chi riguarda




Quest’anno, per la prima volta,  le pensioni potrebbero essere rivalutate in negativo, a causa dell’andamento del Pil italiano. Rivalutazione che in realtà si tradurrebbe in una svalutazione, in una diminuzione del valore dei contributi versati nel corso della propria attività lavorativa, piuttosto che in un aumento. Chi, per esempio, ha versato 10mila euro subirà un taglio di circa 20 euro (9.980,73); se il montante è 100mila euro il taglio sarà di circa 200 euro; se di 200mila euro, sarà di 400 euro. E peggio andrà a chi calcolava la pensione con sistema misto al 31 dicembre 2011.

La notizia ha chiaramente suscitato non pochi timori e i sindacati spingono il governo a “intervenire con urgenza correggendo tale grave anomalia per non impoverire ulteriormente il futuro pensionistico di milioni di italiani”. E Lello Di Gioia (Psi), presidente della commissione bicamerale di vigilanza degli enti previdenziali, ha dichiarato “A quanto mi risulta ci si sta muovendo perché già in questa legge di Stabilità possa essere inserita la modifica alla modalità di calcolo del tasso annuo di capitalizzazione in modo che non possa diventare negativo”.

Per il commissario Inps Treu, “Si parla di rivalutare e non di svalutare e per evitare il rischio di una diminuzione dei futuri importi pensionistici, non serve una norma ulteriore da approvare nella legge di stabilità ma basta che il Ministero dell'economia e del Lavoro forniscano una interpretazione della disciplina già esistente”. E, intanto, l'Inps ha fatto sapere che non applicherà ‘alcuna svalutazione dei montanti contributivi dei lavoratori che andranno in pensione il prossimo anno salvo contrario avviso dei ministeri vigilanti’, secondo quanto si legge nella lettera di chiarimenti che l'Istituto di previdenza pubblica ha inviato ieri al Ministero del Lavoro e a quello dell'Economia.

Secondo il meccanismo di calcolo contributivo della riforma Dini, il montante contributivo viene annualmente rivalutato in base all'andamento della crescita nominale degli ultimi 5 anni. Per la prima volta dopo 18 anni, il parametro (pari a -0,1927%) è scivolato in territorio negativo e coloro che andranno in pensione l’anno prossimo potrebbero ricevere un assegno più leggero. L’eventuale svalutazione toccherebbe, dunque, i contributi che devono essere valorizzati con il sistema contributivo e solo dai lavoratori che saranno collocati in pensione dal prossimo primo gennaio 2015.

Per i lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 1995 la perdita sarà minore, perché per loro vale il  il sistema contributivo si solo dal primo gennaio 2012; quelli che erano, invece, nel sistema misto perderanno di più perché buona parte del loro assegno pensionistico viene calcolato con metodo contributivo. Nessuna conseguenza per chi è già pensionato o va in pensione entro fine anno.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il