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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: proposte contributivo, quota 100, prestito ancora fattibili. Per chi, quando e come

Sistemi di uscita anticipata a costo zero ancora non contemplati nella nuova Legge di Stabilità eppure potrebbero portare vantaggi: la situazione




Sono tutti sistemi di uscita anticipata a costo zero, che potrebbero garantire allo Stato anche risparmi nel lungo periodo, ma che non rientrano nella Legge di Stabilità pur necessari per evitare che il referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero cancelli una legge pensionistica, quale quella attuale, che ha garantito ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021.

Nulla ancora al momento su uscita con quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, i cui primi beneficiari potrebbero essere certamente i lavoratori usuranti e precoci, più penalizzati dalla legge Fornero, ma anche donne e uomini in generale, con l’estensione dell’opzione contributivo per tutti.

Se la Legge di Stabilità non prevede al momento alcun intervento in merito, anzi, ogni intervento attualmente previsto è solo peggiorativo rispetto alle tante promesse fatte, la vera possibilità di modifica in questo senso è il referendum indetto dalla Lega, che potrebbe mettere sotto pressione il governo Renzi che potrebbe a sua volta intervenire con concessioni di uscite anticipate e flessibili. E interventi migliorativi si potrebbero avere sulla scorta della sentenza del Tribunale di Salerno che ha permesso il pensionamento di 42 docenti salernitani di Quota 96, prima correzione alla riforma Fornero, e che potrebbe aprire nuove strade di modifica pensioni per tutti.

Speranze in più anche per l’estensione del sistema contributivo per tutti se dovesse andare a buon fine la class action: il Comitato Opzione Donna ha, infatti, presentato diffida all'Inps sulla riduzione di un anno dei termini per l'accesso all’opzione contributivo donna e ora l’Istituto avrà 90 giorni di tempo per rispondere, e poi partirà l'azione collettiva al Tar. L’obiettivo è prorogare la possibilità di accedere al regime sperimentale donna per tutte le lavoratrici che maturano i requisiti nel corso del 2015.

Il Comitato ha inoltre precisato che, oltre all'azione collettiva, le lavoratrici potranno comunque presentare ricorso individuale presso il Giudice del lavoro (per le lavoratrici del settore privato) o alla Corte dei conti (per le lavoratrici del pubblico impiego) per la stessa opportunità. Altra possibilità di modifica, se e quando la situazione economica italiana migliorerà, riguarda poi l’aumento di 80 euro anche per i pensionati o una nuova no tax area, come annunciato dal ministro Boschi con provvedimenti ad hoc, anche se il ministro parlato del 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il