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Pensioni donne, uomini, anzianità Governo Renzi: riforma, novità ancora fattibili contributivo, prestito, quota 100.Per chi,quando

Interventi di uscita anticipata ancora possibili ma non in Legge di Stabilità: necessaria flessibilità per evitare referendum cancellazione riforma Fornero




Serve intervenire, da tempo, sulla riforma pensioni attuale con sistemi di uscita anticipata e, come detto anche dal commissario Inps, è necessario ormai che il governo pensi a “qualche elemento di flessibilità sull'età pensionabile. In Parlamento ci sono diverse proposte. Il Governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una minipensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

Ma non ci sono emendamenti alla Legge di Stabilità, con meccanismi di uscita anticipata, da uscita a quota 100, a prestito pensionistico, ad estensione del sistema contributivo per tutti, donne e uomini, a uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e una serie di penalizzazioni, meccanismi che da una parte darebbero ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima ma dall’altra consentirebbero anche risparmi, a lugo termine, per lo Stato e creazione di nuovi posti di lavoro per i più giovani.

Vi si prospetterebbero, dunque, vantaggi all’introduzione di un piano di uscita flessibile, eppure il governo non ne parla. Qualcosa potrebbe forse cambiare, secondo le ultime notizie, se venisse approvato quell’emendamento per i Quota 96 della scuola riammesso alla Legge di Stabilità, dopo una prima cancellazione.

Mandare infatti in pensione i 4mila lavoratori della scuola, tra docenti e personale Ata, sarebbe il primo intervento concreto che modifica l’attuale riforma pensioni e che, dunque, potrebbe aprire la strada ad ulteriori modifiche per tutti, per la gioia di lavoratori che aspettano che gli attuali requisiti vengano resi più ‘morbidi’, e di quanti sperano che tali interventi possano servire ad evitare che venga effettivamente indetto il referendum di abrogazione della legge Fornero, lanciato dalla Lega, che significherebbe ritorno alle vecchi norme pensionistiche ma anche nuova grande confusione.

Non essendoci, però, al momento nessun emendamento in tal senso nella Legge di stabilità, probabilmente, cambiamenti potrebbero arrivare nei prossimi mesi, proprio sotto la pressione del probabile referendum che potrebbe, cancellando la legge Fornero, far perdere 80 miliardi di euro di risparmi allo Stato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il