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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Federcontribuenti lancia proposta forte. Da quasi tutti italiani sarebbe appoggiata

Rendere più equo e giusto il sistema previdenziale italiano: la posizione di Federcontribuenti e l'emblema dalla storia di Pasquale. Nuovo allarme Inps




“Le nuove assunzioni vanno liberate dall’ingombro previdenziale, bisogna lasciare al singolo lavoratore l’onere di pagarsi un fondo pensione in forma privata. L’Inps dovrà erogare le pensioni fino a svuotarsi, quindi ‘stipendiare’ gli attuali contribuenti fuori dal mercato del lavoro e prossimi all’età pensionabile. In assenza di cassa bisogna decurtare le pensioni politiche”: questa la nuova posizione di Federcontribuenti che si è inserita nel dibattito pensioni, intervenendo sulla questione dei tetti alle pensioni d’oro. E, fondamentalmente, riprendendo la proposta di Grillo di reinserirli visto che la norma Fornero che li aveva previsti sembra essere scomparsa.

E ha deciso di raccontare la storia di Pasquale, un contribuente ‘tipo’ che potrebbe incarnare milioni di pensionati italiani. Dopo aver fatto l’artigiano per una vita (36 anni), Pasquale ha iniziato a versare all’Inps 254mila lire nel 1974, che sono diventati nel 1985 9 milioni e 372 mila lire, nel 1989 14 milioni e 286 mila lire, nel 2000 7.746,85 mila euro. Totale nell’Estratto Conto Previdenziale 208 mila euro.

Una volta in pensione, nel mese di novembre 2014, la pensione lorda di Pasquale è risultata pari a euro 823,37 da cui doveva essere sottratto: debito Irpef meno 34,10; trattenute Irpef (1,39); trattenute addizionali regionali Irpef 2013 (17,10); trattenute addizionali Com. Irpef 2013 (8,90); e trattenute addizionali Com. Irpef 2014 (3,16), per arrivare dunque a percepire 695 euro nette, senza alcuna agevolazione fiscale.

Il caso di Pasquale, cui l’Inps versa solo il 60% di quanto ha versato in 36 anni di lavoro, è decisamente all’opposto di quanto invece percepiscono coloro per cui non vale nemmeno il tetto delle pensioni d’oro. Ed è, dunque, chiaro come sia innanzitutto necessario ristabilire una sorta di equilibrio di giustizia sociale, per dare ai cittadini italiani, tutti e indistintamente, la possibilità di vivere con decoro e dignità soprattutto dopo aver trascorso una vita intera a lavorare.

E sono necessari interventi anche per rimettere i conti, in rosso, dell’Inps: la situazione, infatti, precipita sempre più e il timore è che i giovani di oggi non riceveranno mai la pensione, che potrebbe crescere il popolo di disoccupati ed esodati, e che l’Inps, a partire dal 2015, potrebbe non avere più soldi per pagare le pensioni, allarme che emerge da un lettera inviata da Antonio Mastrapasqua e con il sigillo della Corte dei Conti, dunque dopo essere passata dall’analisi di magistrati contabili sul bilancio di previsione 2013.

Ne risulta che le risorse sarebbero, al momento, esigue e che se le Casse avrebbero comunque soldi, l’Inps no. E’ una situazione che merita di essere approfonditamente studiata e definita, mentre al momento il governo Renzi ha pensato esclusivamente a rendere questa situazione forse anche più pesante aumentando la tassazione sui fondi pensione, e quindi penalizzando la previdenza complementare, e con la tassazione ordinaria sul Tfr in busta paga.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il