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Pensioni anzianità, uomini, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità Federcontributi che sarebbe appoggiata da milioni di italiani

Pensioni sempre più esigue, salta tetto alle pensioni d’oro e nuovo allarme Inps: la situazione attuale e posizione Federcontribuenti




Diventa sempre più assurda, paradossale a allarmante la situazione pensioni in Italia e di seguito proponiamo un caso emblematico che, a parte il significato individuale che ha, diventa ancora più importante all’indomani della notizia della cancellazione della norma Fornero che prevedeva un tetto alle pensioni d’oro. Sembra che tale norma sia stata improvvisamente cancellata, causando le ire di forze politiche e non solo. Beppe Grillo ribadisce con forza la necessità di reintrodurlo, proponendo un calcolo pensione in base ai propri contributi versati.

Il governo Renzi, soprattutto alla luce dei dati allarmanti dell’Inps, che evidenziano una situazione di criticità, con la possibilità addirittura che tra un po’ l’Istituto non avrà nemmeno più risorse per pagare le penrioni, deve dunque affrettarsi a rimettere a posto la situazione, cercando di definire un sistema previdenziale più equo e giusto ma anche più sostenibile, vista l’elevata spesa pensionistica che si registra.

E invece al momento sono previsti solo interventi peggiorativi, come l’aumento della tassa sui fondi previdenziali integrativi che, invece, nei gli altri Paesi europei vengono al contrario incentivati e garantiscono la vera pensione. Secondo Federcontribuenti, intervenuta nel dibattito sul tetto alle pensioni d’oro, “Le nuove assunzioni vanno liberate dall’ingombro previdenziale, bisogna lasciare al singolo lavoratore l’onere di pagarsi un fondo pensione in forma privata. L’Inps dovrà erogare le pensioni fino a svuotarsi, quindi ‘stipendiare’ gli attuali contribuenti fuori dal mercato del lavoro e prossimi all’età pensionabile. In assenza di cassa bisogna decurtare le pensioni politiche”.

Ed ecco il caso di un ex artigiano Pasquale che dopo 36 anni di lavoro e 208mila euro versati all’Inps percepisce una pensione netta di 695 euro. Pasquale, in 36 ani, ha iniziato a versare all’Inps 254mila lire nel 1974, nel 1985 9 milioni e 372 mila lire, nel 1989 14 milioni e 286 mila lire, nel 2000 7.746,85 mila euro, per un totale appunto di 208 mila euro. In pensione a novembre 2014, Pasquale riceve una pensione, lorda, di 823,37 euro che, sottratte tutte le tasse e trattenute, diventano 695 euro nette. Ed ecco l’ennesima ingiustizia del sistema previdenziale italiano.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il