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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: fondi per interventi appaiono, scompaiono, aumentano e diminuiscono magicamente

Mancano risorse finanziarie per interventi importanti riforma pensioni eppure salta norma su tetto pensioni d’oro che costerà tantissimo




Mancano risorse per mandare in pensione 4mila lavoratori della scuola di Quota 96 che hanno già maturato i loro requisiti pensionistici oltre due anni fa; mancano le risorse economiche per permettere l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati che percepiscono assegni minimi; mancano risorse per cancellare le penalizzazioni per usuranti e precoci che vogliono andare in pensione prima dei 62 e per recuperarle il governo decide di aumentare accise sui carburanti, tassazione sui fondi pensioni, e pensa di aumentare ancora l’Iva. Ma, salta il tetto alle pensioni d’oro e il bonus di 80 euro viene esteso alle neo mamme piuttosto che ai pensionati.

Sembra che ancora una volta il governo non abbia il coraggio di intervenire sulla riforma pensioni attuale in un momento in cui, invece, dovrebbe pensare ad interventi che potrebbero essere importanti e decisivi per evitare la cancellazione totale della legge pensionistica in vigore causa del referendum di abrogazione lanciato dalla Lega e che ha già ricevuto il primo ok dalla Cassazione.

E mentre lamenta la mancanza di fondi per interventi importanti, anche per rivedere la rivalutazione pensioni, evitarne la possibile svalutazione o anche lasciarle così come sono, per cancellare le penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima, improvvisamente si riduce il fondo per il pensionamento dei lavoratori usuranti ed è mistero sulla norma che ha cancellato il tetto alle pensioni d’oro che richiederà parecchie risorse.

Ma da dove dovrebbero derivare questi soldi visto che non sarebbero disponibili? Il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Procura di Roma, alla Corte dei Conti e al Tribunale dei Ministri proprio perché si faccia chiarezza sulla questione. E si legge ‘La clausola poneva un limite all’importo delle pensioni erogate dall’Inps, però è sparita, con la conseguenza che ora circa 160.000 lavoratori che hanno già raggiunto i 40 anni di anzianità possono contare su un incremento progressivo della pensione, il cui importo sarà addirittura superiore a quello dell’ultimo stipendio percepito. Un danno per la collettività stimato in 2,6 miliardi di euro in 10 anni’.

E chiede di ‘aprire una indagine per accertare la causa della cancellazione di tale norma dalla legge 214 del 2011, e verificare la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti con particolare riguardo allo sperpero di risorse pubbliche a danno della collettività’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il