BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: soluzioni problemi minime e quando si trovano creano ulteriori disagi

Esodati e Quota 96 casi sociali ancora da chiudere: tante le promesse, tanti gli annunci, ma ancora nessuna soluzione strutturale e pensionamento per lavoratori della scuola




Ci sono casi, nati dalla riforma pensioni Fornero e da errori di formulazioni, che sono diventate vere e proprie emergenze sociali, come esodati e quota 96 della scuola; ci sono problemi derivati dall’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione che stanno fortemente penalizzando lavoratori come usuranti e precoci; ci sono problemi economici da risolvere, per Inps e pensioni, servirebbero interventi di uscita anticipata, di aumento delle pensioni minime per dare ossigeno ai pensionati che vivono in condizioni precari, di soluzione per permettere finalmente di andare in pensione a chi ha già maturato i requisiti richiesti ormai da anni (i lavoratori della scuola) eppure tutto, in questo senso, è ancora è fermo.

Nessuna strada si definizione di una riforma pensioni Renzi più sostenibile e flessibile sembra vi sia all’orizzonte. Una speranza si è aperta qualche giorno fa per i Quota 96 della scuola per cui è stato riammesso l’emendamento nella Legge di Stabilità, che chiede per loro soluzioni immediate e definitive. Ma, come già accaduto, anche questa volta, fino a quando non si arriva ad una conclusione positiva, scattano timori che tutto possa risolversi ancora in una bolla di sapone.

La soluzione per i Quota 96 sembrava vicina all’inizio dello scorso mese di agosto quando un emendamento presentato alla riforma della P.A. per il loro pensionamento sembrava stesse per essere approvato, ma improvvisamente, di nuovo, la Ragioneria di Stato aveva dichiarato la mancanza di risorse economiche necessarie. Così come sembrava dovesse arrivare proprio nella Legge di Stabilità quella soluzione strutturale per gli esodati tanto annunciata dal ministro del Lavoro Poletti. Anche in questo caso tutto si sta risolvendo al momento con un nulla di fatto.

Manca la soluzione strutturale per tutti e finora, a tutela degli esodati, si sono susseguite solo misure tampone dettate dalle emergenze delle situazioni createsi. Ma, secondo le ultime notizie, mancano ancora all’appello le salvaguardie per migliaia di esodati nonostante l’Inps abbia comunicato che sono concluse le operazioni di salvaguardia.

E sul web è stato diffuso un comunicato dalla Rete dei Comitati degli Esodati che si è detta ‘esterrefatta’ per i dati ufficiali contenuti nelle tabelle Inps che indicano esplicitamente che gli ‘Esodati’ non salvaguardati, con i requisiti di cui alla L.147/2013, nell’elaborazione che prevede la decorrenza della pensione fino al 6.1.2019 sono 49.500. Occorre però tenere presente che in queste statistiche non sono conteggiate intere categorie di ‘Esodati’ mai ricomprese in alcuna salvaguardia’ e la Rete chiede che ‘venga prevista nella Legge di Stabilità, attualmente all’esame del Parlamento, una precisa misura per salvaguardare almeno i 49.500 ‘esodati non salvaguardati’ accertati dalla Commissione Lavoro della Camera’.

Alla mancata soluzione per gli esodati si accompagnano anche le tante promesse mancate, sempre del ministro Poletti, per uscite anticipate e flessibili, per la cancellazione delle penalizzazioni per gli usuranti che vogliono andare in pensione prima dei 62 anni. Svanite anche le promesse di Renzi (da aumento di 80 euro per pensionati nel 2015 a interventi pensioni in riforma del welfare) e del resto, forse, c’era da aspettarselo, considerando che più volte il ministro dell’Economia Padoan ha ribadito che non sarebbero stati previsti gli interventi annunciati sulle pensioni nella Legge di Stabilità.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il