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Blocco stipendi dipendenti pubblici, statali: aperture e chiusure, chiarimenti su mobilità, scatti,rinnovo contratti Governo Renzi

Restano bloccati per il2015 gli stipendi dei dipendenti pubblici ad eccezione dei militari. Oggi 17 novembre nuovo tavolo con i sindacati per misure riforma P.A.




AGGIORNANAMENTO: E' avvenuto ieri l'incontro tra Sindacati e il Governo Renzi, rappresentato dal Ministro Madia. Il Ministro ha confermato nessun sblocco e aumento dei contratti per il 2015, ma neppure nessun licenziamento nemmeno nelle province e negli enti statali dove vi sarà la mobilità obbligatoria.
Anche per il 2016, a domanda dei sindacati, il Ministro non si è voluto sbilanciare. E gli stessi sindacati all'uscita sono apparsi delusi e poco convinti delle risposte del Ministro e del Governo Renzi. Lo sciopero generale del 5 Dicembre si avvicina sempre più

Il governo ha confermato il blocco degli stipendi per i dipendenti statali per il 2015, e un nuovo sblocco, come sostenuto da diverse forze politiche, sarà probabilmente possibile solo dal 2016, se le condizioni economiche, chiaramente, lo permetteranno. Servono, infatti, le risorse che, come annunciato dal ministro Madia qualche mese fa, al momento non sono disponibili. Ecco perché non sono previsti aumenti salariale l’anno prossimo. Tutto confermato, dunque, ad esclusione, però, di militari e forze dell’ordine.

E’ stato lo stesso ministro Madia a convocare per oggi, lunedì 17 novembre, un nuovo tavolo con i sindacati, occasione per discutere di alcuni punti della riforma della Pubblica Amministrazione. Al tavolo ci saranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, insieme al sottosegretario Delrio e i segretari generali delle categorie del pubblico impiego.

Ma a nulla dovrebbe servire questo incontro per scongelare nel 2015 i contratti di 3,3 milioni di dipendenti pubblici e, per il quinto anno consecutivo, i dipendenti pubblici vedranno nuovamente bloccate le loro retribuzioni. Bloccata anche l'indennità di vacanza contrattuale fino al 2018. La Legge di Stabilità proroga, infatti, la norma introdotta con la legge 147/2013 che prevede che ‘l'indennità di vacanza contrattuale (ossia l’incremento provvisorio della retribuzione che interviene una volta scaduto il contratto collettivo nazionale, in assenza di un suo rinnovo e finché questo non sia rinnovato) da  computare quale anticipazione dei benefici complessivi che saranno attribuiti all'atto del rinnovo contrattuale sia quella in godimento al 31 dicembre 2013’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il