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Pensioni anzianità, donne, precoci Governo Renzi: riforma, novità soluzioni realizzate generano sempre altri problemi ed errori

Sono tante le questioni irrisolte nel campo della riforma delle pensioni che hanno bisogno di risposte in tempi urgenti. In scadenza l'opzione contributivo per le donne.




L'appuntamento con una vera riforma delle pensioni è rimandato a tempo indeterminato. In questa fase storica non ci sono coperture economiche a sufficienza per cambiare un impianto previdenziale molto conveniente per le casse dello Stato e altrettanto penalizzante dal punto di vista sociale. C'è una proposta di referendum per la sua cancellazione, ma non ha ancora passato il vaglio della Corte Costituzionale. Tuttavia, grandi manovre a parte, ci sono tante situazioni, apparentemente secondarie, che coinvolgono complessivamente migliaia e migliaia di persone.

Il caso più emblematico è quello degli esodati, rimasti senza lavoro e pensione, rispetto ai quali la politica adottata è stata quella delle proroghe. Poi ci sono i quota 96 del mondo della scuola ovvero quei lavoratori che, nonostante il raggiungimento dei requisiti inizialmente richiesti per andare in pensione, sono rimasti bloccati proprio a causa dell'introduzione della legge Fornero. La risoluzione della loro vicenda è sempre stata a un passo per poi risolversi in un nulla di fatto a causa della cronica mancanza di fondi. E che dire dei lavoratori precoci e di chi svolge attività usuranti, alla ricerca di un più qualificante riconoscimento delle loro prerogative?

In questo contesto fra pochi giorni scade la cosiddetta opzione donna. Si tratta dell'opportunità concessa alle lavoratrice di andare in pensione a 57 anni e 3 mesi in cambio del calcolo dell'assegno previdenziale con il meno vantaggioso metodo contributivo. La possibilità viene data a quelle del settore privato che hanno maturato i requisiti entro il mese di novembre, e quelle del pubblico che lo fanno entro dicembre. Scaduta questa opzione, dal 2015 saranno necessari almeno 63 anni e 9 mesi (66 e 3 mesi nel pubblico) oppure 41 e 6 mesi di contributi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il