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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: riforma, cancellazione penalizzazioni anticipata e flessibile ritorna emendamento

Ritorna a sorpresa nella Legge di Stabilità l’emendamento che chiede la cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole uscire prima dei 62 anni.




AGGIORNAMENTO: Dopo le tante proteste ritorna a sorpresa nella Legge Di Stabilità l'emendamento proposto dalla minoranza Pd di eliminare le penalizzazioni per l'uscita anticipata e flessibile. Ora occorrerà vedere se sarà ammesso tra i 500 emendamenti in discussioni nella Legge di Stabilità dopo un ulteriore confronto tra il Ministero dell'Economia, Mef e Commissione Finanze.

Sono stati presentati diversi emendamenti di modifica alla riforma pensioni attuale per la nuova Legge di Stabilità 2015, da piani di uscita anticipata e flessibile, come prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, uscita a quota 100, o a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni; aumenti delle pensioni minime o una no tax area; revisione della tassazione su Tfr in busta paga e sui fondi pensione; ma anche cancellazione delle penalizzazioni per alcuni lavoratori, come precoci e usuranti, che decidono di andare in pensione prima dei 62 anni. Una richiesta che è stata presentata in Parlamento anche dal ministro del Lavoro Poletti ma che, evidentemente, non ha ricevuto pareri negativi.

L’emendamento che contiene la richiesta di eliminazione delle penalizzazioni è stato infatti cancellato dalla Legge di Stabilità, provocando non poche proteste da coloro che avrebbe potuto maggiormente beneficiare di questa misura. Ma il Comitato nazionale dei lavoratori esposti ad amianto non è rimasto a guardare e, rivolgendosi al governo, in una nota ha fatto sapere ‘E’ necessario garantire lo stop definitivo alle penalizzazioni per i lavoratori che maturano un diritto a pensione anticipata sino, almeno al 2017. E’ inaccettabile che la Riforma previdenziale del 2011 non abbia assicurato una adeguata tutela ai lavoratori vittime di asbestosi. I lavoratori invalidi e quelli esposti all’amianto sono quelli maggiormente colpiti dalla riduzione prevista dalla Riforma del 2011 in quanto costoro raggiungono, grazie alle maggiorazioni contributive figurative previste per tali periodi, il diritto al trattamento anticipato (42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) in un’età compresa spesso tra i 55 e i 58 anni con il rischio di subire una penalizzazione che può superare anche il 12% dell’assegno’.

Il Comitato nazionale dei lavoratori esposti ad amianto chiede ‘all’attuale Governo, già nell’ambito del disegno di legge di stabilità, di intervenire in particolare al fine di eliminare la riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici per i lavoratori che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, prescindendo dal requisito della prestazione effettiva di lavoro’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il