BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: proroga contributivo donna estesa uomini ostacolata pur se risparmi,benefici chiari

I vantaggi della proroga eventuale del sistema contributivo donna per tutti: cosa prevede, per chi vale attualmente e come potrebbe essere allargato




Sta per scadere la possibilità di uscita anticipata per le donne lavoratrici con l’opzione contributivo donna, già scaduta per le lavoratrici autonome lo scorso maggio, e per le dipendenti ancora in vigore fino al 31 dicembre 2015. Questo sistema ha riscosso grande consenso, basti pensare che nel 2013 sono state liquidate 8.846 pensioni contributive e quest’anno si è arrivato ad un totale di circa 8.652 già nel mese di settembre.

Il Comitato Opzione Donna ha chiesto più volte al governo di rivedere questa decisione che si proporrebbe, tra l’altro, come una delle soluzioni migliori per intervenire sulla riforma pensioni attuale con un piano di uscita anticipata.  Ma non solo. Grazie alla cosiddetta opzione contributivo donne, le lavoratrici possono andare in pensione prima, a 57 o 58 anni, a seconda che si sia dipendenti o autonome, accettando però di calcolare la propria pensione finale interamente con metodo contributivo.

Accettando di ricevere una pensione contributiva, si accetta di ricevere un assegno inferiore a quello che si riceverebbe con sistema retributivo, con un taglio che, secondo le stime, dovrebbe essere del 25-30%. Il che si tradurrebbe non solo nella possibilità di prepensionamento per i lavoratori più anziani che desiderassero uscire prima, e quindi lasciando nuovi posti di lavoro ai più giovani, dando dunque nuova spinta al mercato occupazionale, ma anche in risparmi per lo Stato, soprattutto se tale possibilità fosse estesa, così come proposta, anche agli uomini.
 
Con il sistema contributivo prorogato ed esteso anche agli uomini si potrebbe così modificare la riforma pensioni senza la necessità di ulteriori risorse dallo Stato o dall’Inps, ma anzi. Nel lungo periodo, i tagli agli assegni previsti rappresenterebbero nuovi risparmi per lo Stato che metterebbe da parte un tesoretto da utilizzare nella previdenza stessa, magari per le uscite anticipate dei precoci o per gli esodati.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il