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Blocco stipendi statali, licenziamenti, mobilità, scatti 2015: novità e resoconto sindacati dipendenti pubblici e Madia

Delusione dei sindacati dopo l’incontro di ieri con il ministro Madia: nessuna risposta e rassicurazione su condizioni statali. Nulla sulle pensioni




Si è tenuto ieri, lunedì 17 novembre, l’incontro convocato dal ministro Madia con i sindacati: in discussione misure della riforma della Pubblica Amministrazione e lavoro ma non è stato toccato, come alcuni auspicavano, il tema delle pensioni. Si è discusso, però, di blocco di stipendi degli statali, scatti e licenziamenti. Il ministro Madia ha spiegato che “La riapertura del contratto è nell'agenda del governo, ma nel 2015 non sono previste in bilancio risorse per i rinnovi contrattuali. C’è un primo impegno che assume il governo: nessuno perderà il posto per effetto della riorganizzazione della Pa. Nessuno andrà a casa”.

E ha assicurato “l'assunzione dei vincitori di concorso e dei precari della scuola”. La Madia ha quindi precisato: “I bonus degli 80 euro andranno a un lavoratore pubblico su quattro, circa 800 mila dipendenti pubblici”. Delusi dall'esito dell'incontro i sindacati. La leader della Cgil Susanna Camusso ha parlato di “Qualche auspicio e nessuna risposta, nessuna apertura sull'occupazione e sul tema del rinnovo del contratto. Non abbiamo risposte ecparticolari rassicurazioni su quella che si profila come una nuova emergenza occupazionale per i lavoratori delle Province”. E sulle risorse per il rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici nella legge di stabilità 2015 “abbiamo ricevuto un no”.

Secondo la Camusso “Senza la creazione dei posti di lavoro non è possibile uscire dalla crisi”. Stessa delusione dalla segretaria della Cisl Furlan “Al di là del bel modo con cui vengono detti i no non abbiamo alcuna novità positiva. Ora saranno le nostre categorie che decideranno i passi da fare. Dispiace verificare che non ci sia non solo la disponibilità ma nemmeno la coscienza di quanto sia importante il rinnovo del contratto del pubblico impiego”.

Critica e delusa anche la Uil, secondo cui “c’è stata una chiusura sul rinnovo contrattuale. Alla domanda se erano disponibili a fare subito un decreto per fare contratti e magari per una volta mettere la fiducia su una cosa che riguardava il pubblico, non c'è stata risposta”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il