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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: partiti politici rilanciano nuove proposte età, contributi, assegno. Quali sono

Nuove proposte ed emendamenti per modificare riforma pensioni in Legge di Stabilità ma molte promesse già non mantenute. Situazione e previsioni




Nonostante sia ben chiaro che il governo ha poche intenzioni, se non nulle, di intervenire per modificare la riforma pensioni Fornero, considerando che vi sarebbero tutte le possibilità di approvare sistemai di uscita anticipata visto che sono a costo zero, ma nessuno ne parla; che è stato chiaramente dichiarato, confermato anche qualche giorno fa dal ministro Boschi, che non sono previsti per il 2015 quegli aumenti per le pensioni minime richiesti e che forse, se risorse e condizioni economiche lo permetteranno, se ne riparlerà nel 2016, continuano a piovere nuove proposte da diverse forze politiche.

Le speranze restano aperte dopo, come le ultime notizie riportano, la riammissione di alcuni emendamenti nella Legge di Stabilità, da quello per il pensionamento dei Quota 96 della scuola, a quello che chiede la proroga dell’opzione contributivo donna (con possibilità di estensione anche agli uomini), la cancellazione delle penalizzazioni per i precoci che vogliono andare in pensione prima dei 62 anni, e l’abbassamento dell’età pensionabile per il personale ferroviario.

E così, mentre sindacati, Lega, Idv e Sel sono a favore del referendum abrogativo della riforma pensioni lanciato proprio dalla Lega, Forza Italia, insieme al Movimento 5 Stellle, punta a nuove proposte volte soprattutto all’aumento delle pensioni minime e, come auspicato, un tetto massimo per le pensioni o i vitalizi erogati da gestioni previdenziali pubbliche in base al sistema retributivo. In un emendamento presentato dal M5S si legge ‘Le pensioni ovvero i vitalizi erogati da gestioni previdenziali pubbliche in base al sistema retributivo non possono superare i 5.000 euro netti mensili. Sono fatti salvi soltanto le pensioni e i vitalizi corrisposti in base al cosiddetto sistema contributivo. Qualora la pensione sia cumulata con altri trattamenti pensionistici erogati da gestioni previdenziali pubbliche in base al sistema retributivo l’ammontare onnicomprensivo non può superare gli 8.000 euro netti mensili’.

E ancora ‘Ai soggetti titolari di unico trattamento pensionistico o di più trattamenti pensionistici la cui somma degli importi percepiti, a prescindere dal requisito anagrafico, non superi la soglia di seicento euro viene comunque corrisposto un rateo integrato nella misura minima di 600 euro per dodici mensilità’. Era stato lo stesso Pd a proporre un aumento delle pensioni minime, cosa che però, come detto, non sarà possibile per il 2015. E questa è solo una delle tante promesse non mantenute, come del resto potrebbero rivelarsi anche le nuove avanzate per la Legge di Stabilità 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il