Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Treu e Inps aprono ad anticipata e flessibile per bloccare referendum Lega

Ci sarà un'accelerazione nella riforma delle pensioni alla luce della minaccia della possibile proposizione del referendum per la cancellazione della legge Fornero?

Pensioni ultime notizie riforma Governo


Da una parte ci sono le ultime notizie sulla proposizione del referendum per l'abolizione della legge Fornero a rappresentare la principale novità nel dibattito in ambito previdenziali. Dall'altra c'è la riforma pensioni governo Renzi che procede a rilento. Ma come lascia intendere Tiziano Treu, commissario dell'Inps, è meglio iniziare a pensare ai cambiamenti possibili per non rischiare di lasciarsi travolgere dal referendum.

D'altronde non mancano le proposte. In prima battuta c'è la concessione dell'uscita anticipata con maggiore flessibilità secondo una tabella meno rigida di penalizzazioni. Quindi potrebbe essere rispolverata la cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione. In ballo c'è il calcolo dell'assegno per tutti, uomini e donne, con il metodo contributivo. Sebbene meno vantaggioso per i lavoratori, permetterebbe il congedo qualche anno prima rispetto a chi opta per il metodo retributivo.

Infine, c'è la possibile introduzione del prestito previdenziale. Si tratta dello strumento con cui concedere il ritiro dal lavoro a chi è rimasto senza occupazione e a cui mancano 4-5 anni dalla pensione. L'importo dell'assegno arriverebbe fino a circa 750 euro mensili e la restituzione avverrebbe con rate fino a 70 euro al mese da corrispondere senza interessi.

Nella legge di stabilità le attenzioni sono invece spostate altrove ovvero sull'altro versante del welfare. Non sono passate le proposte di riduzione della tassazione del Tfr (Trattamento di fine rapporto) in busta paga e quelle, sostenute dalla sinistra del Pd e da Sel, che tendevano ad agganciare il bonus Irpef da 80 euro all'Isee, l'Indicatore della situazione economica. Salta anche la soglia di 1.033 euro al di sotto della quale oggi, in caso di ricorso al giudice di pace per le cause di conciliazione, non si pagano le notifiche richieste agli ufficiali giudiziari.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il