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Quota 96: novità, ultime e ultimissime notizie oggi lunedì e questa settimana, voti decisivi Legge Stabilità

Non passa l’emendamento della Lega per il pensionamento dei Quota 96 della scuola ma alcuni ancora in discussione e nuova interrogazione dalla Ghizzoni del Pd.




Non passa l'emendamento Prataviera della Lega Nord che chiedeva il pensionamento dei Quota 96 della scuola per il prossimo settembre, ma ne restano in discussione altri che chiedono al governo una soluzione definitiva per quei 4mila lavoratori ancora bloccati a lavoro dalle norme della riforma pensioni Fornero, pur avendo maturato i loro requisiti di uscita. E, nonostante la sentenza del Tribunale di Salerno che solo qualche giorno fa ha deciso il pensionamento, immediato, di 42 docenti salernitani, il Tribunale di Bologna ha invece negato il diritto al pensionamento con le vecchie regole previdenziali.

Secondo il segretario della UIL Di Menna queste sentenze contraddittorie creano una situazione di decisa confusione in cui è necessario che intervenga il governo a trovare soluzioni valide per tutti in totale equità.  Per Di Menna, “Solo l’impegno diretto del governo può mettere ordine e dare certezze ai lavoratori tutti”.

E resta inoltre da sciogliere il nodo sui numeri effettivi dei Quota 96 interessati ad eventuali soluzioni. Se, infatti, secondo le stime del 2013 sarebbero 4mila, in realtà molti di loro sono già andati in pensione e si pensa che da 4mila i Quota 96 della scuola siano diventati 2700. Se i Quota 96 da pensionare fossero effettivamente questi, la situazione probabilmente cambierebbe, visto che la necessità di coperture e risorse finanziarie sarebbero nettamente inferiori a quelle previste per 4mila persone. E una diminuzione del numero potrebbe sostenere anche il parare positivo della Commissione Bilancio e Ragioneria di Stato.

Intanto Manuela Ghizzoni del Pd ha presentato una nuova interrogazione parlamentare chiedendo “Interrogo il Governo su Quota 96 dopo la sentenza di Salerno, affinché non siano solo i tribunali a parlare, con una cacofonia incomprensibile. Per questioni regolamentari, ho dovuto presentare un’interrogazione e non un’interpellanza urgente. Mi sarebbero occorse 30 firme di sottoscrittori che dall’inizio del mese di novembre non avessero già firmato altre interpellanze urgenti (se ne può firmare una sola al mese). Solleciterò una risposta rapida e, se non arrivasse, trasformerò l’interrogazione in interpellanza nei primi giorni di dicembre”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il