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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: interventi nuovi Poletti, Treu, Madia, Furlan, Fassina, Messina, Ichino, Borzaga

Ancora apertissimo il dibattito pensioni ma nulla probabilmente si farà in prossima legge di Stabilità. Tornano nuove ipotesi flessibilità da commissario Inps Treu




Sembrano tramontare le speranze di modifica alla riforma pensioni con la nuova Legge di Stabilità. Il ministro Boschi, del resto, qualche giorno fa, era stata già chiara spiegando che non vi sono interventi specifici per i pensionati attualmente allo studio del governo, né tanto meno si parla di aumenti per le pensioni minime, imminenti. A confermare questa situazione il ministro della Pubblica Amministrazione Madia che, durante il suo incontro con i sindacati lunedì scorso, ha ribadito come non si sia alcun cambiamento per le pensioni al momento previsto. L’unico argomento affrontato è stata la conferma del blocco degli stipendi per gli statali nel 2015, a causa della mancanza di risorse economiche, eccezion fatta per militari e forze dell’ordine.

E mentre il ministro del Lavoro Poletti continua a tacere, non essendo più protagonista di dichiarazioni dirette sulla questione pensioni, le ultime dichiarazioni del commissario Inps Treu che torna a ribadire la necessità di una maggiore flessibilità pensionistica, riproponendo l’uscita anticipata con prestito pensionistico e meccanismi che prevedono penalizzazioni, come uscita a 62 anni di età e 35 di contributi, o uscita a quota 100 e contributivo per uomini e donne, lasciano pensare che su qualcosa di potrà ancora lavorare. Anche se, secondo le ultime notizie, tutto dovrebbe slittare al prossimo anno.

Intanto, la Minoranza del Partito democratico propone per i lavoratori autonomi, titolari di posizione Iva e iscritti alla gestione separata Inps, di eliminare l’aumento dal 27 al 33%. Fassina e Cuperlo propongono, inoltre, la decontribuzione per i contratti a tempo e lo sgravio Irap. Cuperlo ha dichiarato: “Non stiamo all'opposizione. Siamo un pezzo della maggioranza che sta dentro il Pd e cerca di mettere in campo delle proposte che rendano più redistributiva e espansiva la manovra economica, ma rimanendo nel perimetro stabilito dal governo”.

Secondo Carlo Borzaga, presidente di Euricse, “L’’Italia ha una pubblica amministrazione che non ha le risorse per far partire la macchina degli investimenti. Non si lavora tagliando servizi. Cosa possiamo tagliare?  Stipendi e pensioni. Non è possibile continuare a pagare 250.000 euro per un dirigente ministeriale, quando ne bastano 80.000 mila. E vivono bene lo stesso. Lo dico anche pensando a me stesso. Stiamo assistendo all’egoismo dei privilegiati. Queste generosi stipendi, queste grandi pensioni sono figli di un periodo in cui andava di moda, per lo Stato, fare debito. Debito senza limiti. Per accontentare tutti. Quel tempo è finito e allora dobbiamo dire che ci sono troppi che vivono troppo bene.  E possono fare dei ‘sacrifici’”.

E spiega: ““Quando il ministro Poletti, in agosto, ha fatto questa proposta, è stato subito smentito da Renzi che ha replicato: le pensioni non si toccano. E quindi anche questo Matteo Renzi, dipinto come un leone inferocito verso le rendite, non ha poi la forza di essere conseguente. La mia esperienza mette a nudo le tante incongruenze. Io con 46 anni di anzianità vado in pensione con un emolumento vicino allo stipendio. Se resto fino al 2018, andrò in pensione con un assegno più alto dello stipendio. Anche la riforma Fornero, alla fin fine, ha favorito i dipendenti pubblici. La situazione è questa. Ci vuole il coraggio di prendere il toro per le corna oppure si va verso un lento declino”.

Anche secondo la Furlan, segretario generale della Cisl, serve “la flessibilità in uscita e distinzioni a seconda del lavoro svolto”. E in riferimento al referendum abrogativo della riforma pensioni lanciato dalla Lega dice: “Rifare una legge pensionistica è qualcosa di un pò più complesso di dire sì o no a un referendum. Qualora ci fosse un referendum, comunque, ogni iscritto è libero di decidere se votare o no. Prima del referendum, il governo, invece di dare giudizi negativi sulla riforma Fornero, si decida a rimetterci le mani. Cosa aspetta il governo a riunire le parti sociali e vedere come va corretta quella legge?”.

Anche Ichino si dichiara poco favorevole al referendum di cancellazione totale della legge pensionistica Fornero sostenuto, tra l’altro, dai sindacati, Cigl in prima fila, e dello stesso parere è Messina dell’IdV che sostiene: “E’ incredibile pensare che Susanna Camusso, segretaria del più grande sindacato italiano, per abolire la riforma pensioni Fornero debba ricorrere all’appoggio al referendum proposto dalla Lega Nord. Se vuole eliminare la peggiore riforma del mercato del lavoro che ha provocato un danno per i lavoratori proprio come Italia dei Valori vuole fare può promuovere lei stessa un referendum. Altrimenti le proponiamo noi una strada molto più breve: sostenere il ddl che Italia dei Valori ha depositato in Parlamento. La Cgil ci dia una mano per fare in modo che in Parlamento venga approvato. Non dia alibi a nessuno ed in una settimana sarà possibile abolire la riforma pensioni Fornero”.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il