BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, precoci, donne, usuranti riforma Governo Renzi: novità questa setttimana

Nuove proposte di interventi sulla riforma pensioni da Silvio Berlusconi, commissario Inps Treu e ancora emendamenti sulla Legge di Stabilità




A molti sembra incredibile il consenso che sta riscuotendo il referendum di abrogazione della riforma pensioni Fornero proposto dalla Lega (sia da forze politiche che da sindacati), che ha incassato già il primo via libera dalla Cassazione e che attende il parere di legittimità dalla Corte Costituzionale. L’ex parlamentare Pd Adinolfi lo contesta, come contesta tutti coloro che si scagliano contro una legge pensionistica che ha definito “una grandissima salvezza per l’Italia”. E’ uno di coloro che sposano la tesi secondo cui si è trattato di una riforma che per situazioni e contingenze in cui è nata non poteva essere formulata in maniera diversa. Per molti, infatti, si è trattato di una legge che ha salvato le pensioni. Per altri, invece, ha creato solo caos e problemi, a partire da esodati e quota 96 della scuola, e deve essere necessariamente modificata.

Ma per il momento sembrano svanire le speranze di coloro che attendevano novità nella Legge di Stabilità. Nonostante vi siano, infatti, ancora emendamenti in discussione, come quelli avanzati dalle minoranze del Pd, di proroga dell’opzione contributivo donna, con possibilità di estensione anche agli uomini, abolizione delle penalizzazioni per i lavoratori precoci che vogliono andare in pensione prima dei 62 anni, e nonostante siano tornate in ballo ipotesi di uscita anticipata e flessibile, tutto potrebbe slittare all’anno prossimo.

E le ultime dichiarazioni del commissario Inps Treu lasciano intendere proprio questo. Treu ha detto: “Sono convinto sia necessaria qualche forma di flessibilità in uscita verso la pensione. La legge Fornero si può migliorare. La legge di stabilità è chiusa ma questo dovrebbe essere un impegno per l’anno prossimo e l’Inps farà proposte per l’introduzione di qualche forma di flessibilità”.

Poi ha precisato: “Ci sono varie opzioni tra chi potrebbe pagare l’introduzione della flessibilità, ovvero la possibilità che si esca prima della data di vecchiaia, fissata ad oltre 66 anni (o con oltre 41 o 42 anni di contributi a seconda se si è donna o uomo”. E in ballo, la proposta del cosiddetto prestito previdenziale, che permetterebbe un’uscita anticipata di almeno due anni con il datore di lavoro che continua a versare i contributi che verranno restituiti dal lavoratore stesso attraverso piccole decurtazioni una volta maturata l’effettiva pensione.

Altra ipotesi allo studio, quella già avanzata da Cesare Damiano, che, invece, permetterebbe l’uscita tra i 62 e i 70 anni con penalizzazioni, o incentivi, del 2% sull’assegno finale in base all’anno di anticipo o in ritardo in cui si esce in base ai 66 anni attualmente previsti. L’altra proposta permette invece l’estensione del sistema contributivo per tutti, uomini e donne.

Anche Silvio Berlusconi ha avanzato nuove proposte di modifica all’attuale riforma pensioni, dall’aumento degli assegni minimi. Ecco dunque che si punta su“pensioni minime a mille euro per 13 mensilità, niente tasse sulla casa di vostra proprietà e niente tasse su quello che volete lasciare ai vostri figli, non dobbiamo permettere allo Stato di allungare le mani sul frutto di una vita di lavoro”. Ma anche “assistenza medica gratuita: odontoiatria sociale (impianti dentali gratis) e oftalmologia sociale (operazione della cataratta gratis); e infine convenienze varie: cinema al pomeriggio e treno durante la settimana gratuiti, bonus taxi e bonus acquisti, veterinario gratuito una volta al mese per i vostri amici a quattro zampe”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il