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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: calcolo INPS età, contributi, requisiti con modifiche, proposte, emendamenti nuovi

Necessarie forme di flessibilità per intervenire sull’attuale riforma pensioni Fornero: i piani di uscita anticipata riproposti dal commissario Treu forse per il prossimo anno




“Sono convinto sia necessaria qualche forma di flessibilità in uscita verso la pensione. La riforma pensioni Fornero si può migliorare. La legge di stabilità è chiusa ma questo dovrebbe essere un impegno per l’anno prossimo”: queste le ultime parole del commissario Inps Treu che lasciando intendere come, di concerto forse anche con il ministro del Lavoro Poletti, nonostante il silenzio sulla questione, si stia continuando a lavorare sulle ipotesi di una maggiore flessibilità in uscita.

“L’Inps farà proposte per l’introduzione di qualche forma di flessibilità nella Legge Fornero. Ci sono varie opzioni tra chi potrebbe pagare l’introduzione della flessibilità, ovvero la possibilità che si esca prima della data di vecchiaia, fissata ad oltre 66 anni (o con oltre 41 o 42 anni di contributi a seconda se si è donna o uomo). Ci sono varie opzioni. Questo dovrebbe essere uno degli impegni dell’anno prossimo”.

Le ipotesi di maggiore flessibilità in uscita che potrebbero essere discusse riguardano il prestito pensionistico, che permetterebbe l’uscita anticipata al lavoratore almeno di due o anche tre anni prima rispetto ai 66 anni richiesti oggi anagraficamente per lasciare il lavoro. Il lavoratore che decide di andare in pensione prima riceverebbe un anticipo sulla pensione da restituire poi con piccole trattenute sull’assegno finale.

Si passa poi, come proposto da Cesare Damiano, all’uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% in base all’anno in cui si decide di andare in pensione in anticipo rispetto a quella dei 66 anni oggi richiesti. Al contrario, sarebbero previsti incentivi per chi decide invece di rimanere a lavoro oltre i 66 anni e fino al massimo ai 70. Infine, possibilità di andare in pensione con il sistema contributivo, opzione già in vigore per le lavoratrici donne, che permette di uscire prima per l’età, a 57 anni per le dipendenti, a 58 per le autonome, sempre con 35 anni di contributi, ma accettando di ricevere un assegno ridotto perché calcolato con sistema contributivo e non con il più vantaggioso retributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il