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Pensioni donne, anzianità uomini riforma Governo Renzi: novità requisiti, età contributi modifiche con emendamenti Legge Stabilità

Andare in pensione anticipata con sistemi a costo zero: emendamenti riammessi nuova Legge di stabilità e nuove ipotesi commissario Inps per l’anno prossimo




Sono in tanti coloro che chiedono interventi di modifica alla riforma pensioni Fornero con emendamenti alla nuova Legge di Stabilità. E infatti sono stati riammessi emendamenti che chiedono una proroga del sistema contributivo donna, per tutto il 2015 e con possibilità di estensione anche gli uomini, permettendo così a lavoratori e lavoratrici, dipendenti o autonome, di andare in pensione rispettivamente a 57 anni o a 58 anni con 35 anni di contributi e un assegno ridotto, però, perché calcolato con metodo contributivo e non con il più remunerativo retributivo.  

Riammesso anche l’emendamento che chiede la cancellazione delle penalizzazioni per i lavoratori precoci che chiedono di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni e, nonostante la bocciature dell’emendamento della Lega per i Quota 96 della scuola, in discussione ve ne sono ancora altri che chiedono risposte alla situazione dei 4mila lavoratori della scuola ancora a lavoro nonostante abbiano maturato i requisiti di accesso alla pensione quasi tre anni fa.

E nel dibattito pensioni, torna a farsi sentire il commissario Inps, Tiziano Treu, che dopo aver già tempo fa auspicato maggiore flessibilità per il sistema previdenziale italiano, ha ribadito: “Sono convinto sia necessaria qualche forma di flessibilità in uscita verso la pensione. La riforma pensioni Fornero si può migliorare. La legge di stabilità è chiusa ma questo dovrebbe essere un impegno per l’anno prossimo”. L’Inps farà proposte per l’introduzione di qualche forma di flessibilità nella Legge Fornero. Ci sono varie opzioni tra chi potrebbe pagare l’introduzione della flessibilità, ovvero la possibilità che si esca prima della data di vecchiaia, fissata ad oltre 66 anni (o con oltre 41 o 42 anni di contributi a seconda se si è donna o uomo). Ci sono varie opzioni. Questo dovrebbe essere uno degli impegni dell’anno prossimo”.

La prima possibilità è quella che permetterebbe di andare in pensione prima con il prestito pensionistico, che darebbe al lavoratore l’opportunità di uscire due o tre anni prima rispetto ai 66 anni richiesti oggi, con un anticipo sulla pensione da restituire con decurtazioni di qualche decina di euro sull’assegno finale. Si passa poi all’opzione di uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% in base all’anno in cui si esce prima rispetto agli attuali 66 anni richiesti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il