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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: positivi segnali di modifiche da Inps, referendum, Magistrati, partiti, Ministri

Situazione pensioni, nuova posizione commissario Inps Treu, sentenza quota 96 e richieste forze politiche e sociali. Cosa cambiare davvero?




“Per le pensioni serve qualche forma di flessibilità in uscita, ma le novità non arriveranno con la legge di Stabilità per il 2015” ha confermato Tiziano Treu, commissario straordinario dell’Inps, dopo le ultime dichiarazioni del ministro Boschi che qualche giorno fa aveva già fatto sapere come al momento non fossero al vaglio dell’esecutivo misure ad hoc per i pensionati né aumenti per le pensioni più basse. Nonostante la riammissione di alcuni emendamenti di modifica alla riforma pensioni nella Legge di Stabilità, nulla probabilmente cambierà effettivamente ma vi è la seria e concreta prospettiva che il cantiere delle novità possa rimanere aperto per il prossimo anno, come annunciato dallo stesso Treu.

Il commissario nel suo intervento ha infatti spiegato che l’Inps stesso sta studiando alcune proposte da avanzare il prossimo anno, proposte che forse comporteranno la compartecipazione tra cittadini e Stato. Tra le ipotesi di modifica sul tavolo quella già avanzata dall’ex ministro del Lavoro Giovannini, poi riproposta dall’attuale ministro Poletti che prevede l’uscita anticipata con prestito pensionistico, per andare in pensione due o tre anni prima rispetto ai 66 richiesti oggi con anticipi sulla pensione finale di chi vuole uscire prima da restituire con decurtazioni sulla pensione finale

Un’altra proposta al vaglio è quella avanzata da Cesare Damiano, che permetterebbe di accedere alla pensione tra i 62 e i 70, con penalizzazioni calcolate a seconda dell’anno di anticipo di uscita dal lavoro rispetto ai 66 anni, e sempre se si siano maturati i 35 anni di contributi. Si potrebbe anche pensare, come già richiesto da un emendamento alla Legge di Stabilità, alla proroga del sistema contributivo donna, per permettere di lasciare il lavoro in anticipo, sempre con 35 anni di contributi, e un assegno pensionistico ridotto perché calcolato con metodo contributivo e non contributivo.

Sarà dunque necessario intervenire con una di queste, o altre soluzioni, per cambiare la riforma pensioni attuale senza dover arrivare necessariamente al referendum abrogativo della riforma Fornero, proposto dalla Lega, ma che sta riscuotendo consenso tanto dai partici politici, come Sel e IdV, quanto dei sindacati, e in molti sperano che la decisione del Tribunale di Salerno, che ha permesso il pensionamento immediato a 42 docenti salernitani di Quota 96 della scuola, possa rappresentare non solo un precedente per gli altri interessati che magari non avranno risposte immediate dal governo, ma anche una strada per intervenire anche sulle altre questioni pensioni in generale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il