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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: per non votare referendum proposte partiti, sindacati abolizione Legge Fornero,

Proposte di modifica riforma pensioni per evitare referendum abrogativo legge Fornero: quali sono, per cui valgono e novità da commissario Inps Treu




Diventa sempre più concreta la necessità di intervenire sulla riforma pensioni attuale, con sistemi di uscita anticipata, a costo zero, e penalizzazioni per i lavoratori, o in qualsiasi altro modo, pur di evitare che venga effettivamente votato il referendum di cancellazione totale della legge pensionistica attuale lanciato dalla Lega e che ha già ricevuto il primo via libera dalla Cassazione.

La proposta di cancellare la riforma pensioni Fornero per tornare alle vecchie norme previdenziali, risolvendo così definitivamente i casi esodati e quota 96 della scuola, e rendendo più morbidi i requisiti di accesso alla pensione rispetto ad ora, sembra stia riscuotendo parecchi consensi, sia dai sindacati, sia da diverse forze politiche.

Ma cancellare la riforma pensioni attuale significherebbe anche dover rinunciare a quegli 80 miliardi di euro che tale legge assicura fino al 2021, risorse che, considerando la grave situazione di crisi economica in cui versa l’Italia, invece farebbero decisamente comodo al governo Renzi. Perché allora non intervenire con modifiche che potrebbero ‘ammorbidire’ i requisiti pensionistici, cambiando le pensioni di oggi, ma lasciando in vigore l’impianto di oggi?

Questo il motivo per cui lo stesso commissario Inps Treu ha spiegato che “Per le pensioni serve qualche forma di flessibilità in uscita, ma le novità non arriveranno con la legge di Stabilità per il 2015”. Treu spiegato che l’Inps stesso sta studiando alcune proposte da avanzare il prossimo anno, come quella già avanzata dal ministro Poletti che prevede l’uscita anticipata di due o tre anni prima rispetto ai 66 richiesti oggi con anticipi sulla pensione finale per i lavoratori che vogliono lasciare prima il lavoro e che dovranno restituirli una volta maturati i requisiti necessari. Altra ipotesi sul tavolo, quella di uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi e penalizzazioni calcolate a seconda dell’anno di anticipo di uscita dal lavoro rispetto ai 66 anni.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il