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Pensioni uomini, anzianità, donne riforma Governo Renzi: novità anticipata e flessibile. Cambiamenti reali per chi, quando e come

Commissario Treu rilancia su necessità di maggiore flessibilità pensionistica e piani di uscita anticipata. Quali sono. Nuove proposte pensioni anche da Berlusconi




Tra lavoro, giustizia, scuola, resta sempre aperto il dibattito sui cambiamenti necessari per modificare l’attuale riforma pensioni Fornero. Ormai è fin troppo chiaro che sono diventati necessari cambiamenti, sia per una maggiore flessibilità in uscita, sia per garantire condizioni di vita più dignitose ai pensionati italiani, visto che secondo le ultime notizie rese note sono tantissimi coloro che vivono in condizioni di gravi difficoltà. Basti pensare che, mentre ci sono pensionati, pochissimi, che continuano a percepire pensioni d’oro, e per cui è stato chiesto di porre un tetto, su 16 milioni di pensionati italiani, la maggior vive con meno di mille euro al mese.

Ma la richiesta di aumentare le pensioni minime non riuscirà ad essere soddisfatta per il momento. Come ribadito più volte, e da diversi esponenti politici, mancano attualmente le risorse economiche per poter intervenire in tal senso, motivo per cui bisognerà aspettare l’anno prossimo, o anche il 2016 per cercare di rendere più sostanziosi gli assegni pensionistici più bassi. Intanto, si discute ancora di emendamenti pensioni ancora nelle Legge di Stabilità nonché di ipotesi di uscita anticipata, perno ormai di una riforma pensioni Renzi che stenta, però, ad essere delineata.

E mentre tra gli emendamenti alle pensioni riammessi spiccano quelli che chiedono la cancellazione dei disincentivi per i precoci che chiedono di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni e la proroga dell’opzione contributivo donna, arrivano nuove proposte di modifica, dalla richiesta di lasciare al 27% senza portare al 33% la contribuzione per i lavoratori autonomi e iscritti alla gestione separata Inps, e si torna a parlare di uscita anticipata.

Il commissario Inps Treu ribadisce la necessità di maggiore flessibilità, ritenendo che sia il prestito pensionistico il sistema più accreditato per permettere al lavoratore di andare in pensione anticipata, due anni prima rispetto ai 66 previsti, con contributi che continuano ad essere versati dal datore di lavoro e che devono poi essere restituiti con piccole penalizzazioni sull’assegno pensionistico finale. Damiano ripropone il suo piano di uscita anticipata a 62 anni di età e 35 di contributi e penalizzazioni, ma anche di uscita a quota 100.

Anche l’ex premier Silvio Berlusconi parla di nuove modifiche alle pensioni, partendo dalla necessità di alzare le “pensioni minime a mille euro per 13 mensilità”. Ma non solo, perché tra le sue priorità spiccano anche quelle di garantire  ai pensionati “assistenza medica gratuita: odontoiatria sociale (impianti dentali gratis) e oftalmologia sociale (operazione della cataratta gratis); insieme a convenienze varie, da cinema al pomeriggio, al treno durante la settimana gratuiti, ai bonus taxi e bonus acquisti”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il