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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: proposte e cambiamenti positivi partiti, INPS-Treu ostacolati da Ministero Finanze

Nonostante le soluzioni di uscita anticipata a costo zero, nuove chiusure dal Ministero dell’Economia su cambiamenti riforma pensioni




Partiti politici, sindacati e commissario Inps Treu hanno chiesto in questi mesi interventi e modifiche alla riforma pensioni Fornero, cambiamenti che, secondo il parere di tutti, sarebbero serviti per rendere più flessibile il sistema pensionistico italiano, soprattutto attraverso sistemi di uscita anticipata che avrebbero consentito la possibilità, soprattutto a determinate categorie di lavoratori,di andare in pensione prima. A detta di molti, infatti, le attuali regole pensionistiche sono diventate troppo rigide ed è, dunque, necessario modificarle, anche se già tempo fa il ministro dell’Economia Padoan aveva chiuso all’opportunità di abbassare l’età pensionabile, perché in Italia ‘i tempi non sarebbero maturi’ per tale cambiamento.

Le stesse soluzioni di uscita anticipata come prestito pensionistico, uscita a quota 100, o a 62 anni di età e 35 di contributivo, erano infatti state richieste anche dall’Inps, sarebbero state a costo zero, avrebbero portato benefici anche allo Stato, in termini di risparmi ma probabilmente, e nonostante giusta comunque sembrano essere ben lontane dall’essere approvate.  

Ed ecco che si profila una nuova ‘battaglia’ in Parlamento tra i partiti politici che vogliono intervenire per modificare le pensioni mentre il Ministero dell’Economia ha invece ricevuto l’appoggio indiretto dall’Unione europea che sembra bloccare tutto, come era già successo per i quota 96 della scuola. Il ministro dell'Economia intanto, in una lettera alla Commissione europea, ha ricordato l’ambizioso piano di riforme varato dall'Italia e gli esiti delle discussioni agli emendamenti sulla Legge di Stabilità che dovrebbero arrivare domani 25 novembre, parlando, tra l’altro, del debito italiano come “uno dei più sostenibili tra i paesi europei”.

Nella lettera il ministro Padoan ribadisce “l'impegno del governo italiano per il suo ambizioso programma di privatizzazione delle imprese e delle attività statali. I proventi dovrebbero ammontare al 0,7% del Pil (2015-2017) in media ed essere interamente destinati alla riduzione del debito” e parla anche del Jobs Act le cui misure peseranno “sulla sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, che è già uno dei più solidi grazie alla riforme del passato”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il