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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Ministero Finanze si oppone proposte anticipate,referendum abolizione Legge Fornero

La situazione pensioni ad oggi e attesa sugli emendamenti pensioni in discussione ancora alla Legge di Stabilità: posizione ministro Economia Padoan e non solo




Domani, martedì 25 novembre, arriveranno probabilmente le risposte definitive a quanti hanno chiesto in questi mesi interventi sulla riforma pensioni attuale nella Legge di Stabilità. Ma l’attesa cresce non solo per vedere quali saranno gli orientamenti reali del governo sull’attuazione, o meno, di piani di uscita anticipata e flessibile, ma anche per capire se sarà ridotto l’aumento della tassazione sui fondi pensione, portandola dall’11,5 al 15% e non al 20%, e sarà rivista la tassazione del Tfr in busta paga.

E mentre si discutono ancora gli emendamenti che chiedono una proroga dell’opzione contributivo donna, per permettere l’uscita anticipata ancora per tutto il 2015, e la cancellazione delle penalizzazioni oggi previste per quei lavoratori precoci che chiedono di andare in pensione anche prima dei 62 anni, visto che hanno iniziato a lavorare sin dalla giovanissima età, in discussione ancora anche gli emendamenti presentati alla legge di Stabilità, uno da Sel e uno dal gruppo Libertà, che chiedono al governo di trovare una soluzione definitiva per il pensionamento effettivo dei Quota 96 della scuola.

Nonostante la cancellazione dell’emendamento presentato dalla Lega, in commissione Bilancio alla Camera, a seguito della recente sentenza del Tribunale di Salerno che ha accolto il ricorso di 42 docenti salernitani dei Quota 96, permettendo loro il diritto di accesso alla pensione, ha riammesso gli altri emendamenti sulla questione, per permettere agli interessati di andare in pensione dal prossimo primo settembre 2015.

Intanto continua a riscuotere consensi il referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero proposto dalla Lega ma appoggiato da Sel, IdV e sindacati. E continuano ad essere sempre più coloro che ritengono si debba intervenire sulla questione pensioni proprio per evitare che si arrivi al voto sul referendum. Il rischio è quello che la legge pensionistica Fornero venga davvero cancellata, portando così a dover rinunciare anche a quegli 80 miliardi di euro di risparmi che garantisce.

Questo il motivo per cui forze politiche e sociali spingono per l’approvazione di meccanismi che consentirebbero al lavoratore l’uscita anticipata, ma sempre a fronte di qualche penalizzazione, e dunque a costo zero, per Inps e Stato. Ma diverse volte il ministro dell’Economia Padoan ha ribadito come sia contrario all’abbassamento dell’età pensionabile in Italia, dove, a suo dire, “i tempi non sono ancora maturi per tale intervento”.

E dopo la proposta del M5S di fissare un tetto alle pensioni d’oro, pronto ad arrivare un nuovo emendamento sulle pensioni d'oro per, come comunicano dal governo, “coprire una falla della Legge Fornero che riguarda i benefici soprattutto dei ‘gran commis’ come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti. Dalla falla individuata dal governo, trarrebbero beneficio, come sempre accade, soprattutto 'gran commis' come i consiglieri di Stato e della Corte dei Conti che nel cumulo finirebbero per ricevere una pensione più alta di quella che avrebbero percepito col vecchio sistema, ‘falla’ che riguarderebbe, secondo le stime del Codacons, 160.000 persone e costerebbe allo Stato 2,6 miliardi in 10 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il