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Legge Stabilità: pensioni, riforma, social card, bonus bebè, tasse, evasione fiscale controlli. Primo voto alla Camera domani

Cosa cambia da domani per emendamenti Legge di Stabilità 2015: le questioni ancora aperte e modifiche principali da apportare. La situazione




Si discute ancora, fino a domani, martedì 25 novembre, di emendamenti alla nuova Legge di Stabilità che riguardano, tra gli altri, in particolar modo, la richiesta di riduzione dell’aumento della tassazione sui fondi pensione, oggi previsto dall’11,5 al 20% ma che si chiede di ridurre al 15%; il pagamento del canone Rai che dal prossimo anno potrebbe essere compreso nella bolletta elettrica, definito in base alle diverse fasce di reddito, e che si dovrebbe pagare non solo se si possiede una tv ma anche ogni oltre genere di dispositivi come pc, tablet, e smartphone, che ricevono segnali tv.

Attese modifiche anche per l’erogazione del bonus bebè: la misura, in vigore da gennaio 2015  per tutte le neomamme, fino al terzo anno di vita del proprio figlio, nella versione iniziale del testo poteva essere richiesta da tutti coloro che non superavano la soglia di guadagno dei 90mila euro annui, soglia scesa poi a 70mila ed ora a 25mila nelle richieste di cambiamenti; modifiche in arrivo anche per la social card, il cui valore mensile sarebbe di 40 euro, con erogazione ogni due mesi di 80 euro ma da erogare anche a cittadini stranieri ed extracomunitari residenti in Italia.

Novità in arrivo anche per l’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) 2015, le cui principali modifiche riguardano la minore possibilità di autocertificazione per il cittadino che chiede le agevolazioni previste. E’ stato, inoltre, aumentato da 250 a 400 milioni il Fondo 2015 per la non autosufficienza, comprese le risorse per i malati di Sla, mentre resta ancora apertissimo il dibattito pensioni, fra richieste di soluzioni per i Quota 96 della scuola, e richieste di proroga del sistema contributivo donna e di cancellazione delle penalizzazioni oggi previste per chi va in pensione prima dei 62.

Questi sono gli emendamenti tornati in discussione ma che si accompagnano ad altre richieste di modifica dell’attuale riforma pensioni che puntano soprattutto all’approvazione di uno dei piani di uscita anticipata, a costo zero, che renderebbero più flessibile l’attuale sistema pensionistico italiano, come richiesto da tutti, sia esponenti politici che forze sociali, permettendo però, allo stesso tempo, allo Stato di dare nuova spinta al mercato del lavoro, visto che i prepensionamenti dei lavoratori che vanno in pensione anticipata lascerebbero posto all’inserimento di nuovi giovani.

Rivisti, inoltre, i tempi del cosiddetto ravvedimento operoso per la regolarizzazione delle proprie posizioni fiscali, di pagamenti in ritardo, in modo da dare una maggiore opportunità a tutti di rimettersi in regole; e via libera ad una maggiore tracciabilità ma attraverso il graduale abbandono degli scontrini fiscali, come annunciato da direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il