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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità positive colpite da doccia gelata Ministero Finanza

La riforma delle pensioni trova ostacoli nell'assenza di coperture economiche. Ma le soluzioni per rendere il sistema più flessibile sono tante.




Parlare di riforma delle pensioni in questo clima di ristrettezze economiche non sembra avere molto senso. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan non vuol sentir parlare di cambiare l'attuale impianto previdenziale, così vantaggioso per le casse dello Stato. Anzi, quando parla con i vertici europei esalta l'attuale sistema, "uno dei più solidi grazie alla riforme del passato". Eppure i richiami a renderlo più flessibile per favorire l'uscita anticipata ovvero al turn over generazionale sono tanti e ripetuti. L'ultimo in ordine di tempo è stato quello del commissario straordinario dell'Inps Tiziano Treu.

In questi mesi non sono mancate le proposte di riforma. A partire da quella avanzata da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, di consentire l'uscita a 62 anni di età e con 35 anni di contributi. I pensionamenti in anticipo rispetto a questa soglia subirebbero una penalizzazione. All'opposto, gli altri sarebbero soggetti a incentivi economici. Si ragiona poi sulla proroga per le donne dell'applicazione del sistema di calcolo dell'assegno con il metodo contributivo e sul parallelo allargamento per gli uomini. Per lo Stato significa risparmiare un bel po' di euro, per il lavoratore di pensionarsi in anticipo.

In ballo ci sono anche la cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione e il ponte previdenziale ovvero una sorte di prestito per andare in pensione da concedere agli over 50 senza lavoro. In questo contesto la Lega si è fatta promotrice di un referendum per l'abolizione delle regole attuali.

Sulla questione è intervenuta su Sette, settimanale del Corriere della Sera, il ministro che ha messo la firma: Elsa Fornero. A suo dire "chi fa queste proposte dovrebbe anche dire ai cittadini in che modo riuscirà a reperire gli 80 miliardi che quella riforma permette di risparmiare entro il 2020 e che sono stati destinati a ridurre il debito pubblico. Non sarebbe un'operazione a costo zero. E bisognerebbe imporre sacrifici di altro tipo".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il