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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie riforma: cambiamenti fattibili ancora con interventi Damiano e minoranza Pd

Emendamenti minoranze Pd riammessi alla Legge di Stabilità, piani di uscita anticipata a costo zero e proposte commissario Inps Treu e Cesare Damiano





Si è aperta una settimana decisamente importante per il voto agli emendamenti alla nuova Legge di stabilità, votazioni importanti soprattutto per quanto riguarda le eventuali modifiche alla riforma pensioni, tanto richieste, ma probabilmente le discussioni andranno avanti per lungo tempo, forse fino a Natale, considerando prime letture, passaggi prima alla Camera, poi al Senato, poi forse di nuovo alla Camera. E considerando, soprattutto, la confusione e l’incertezza che ancora regna in materia.

Tra chi auspica interventi, volti soprattutto all’approvazione di piani di uscita anticipata per una riforma pensioni Renzi che sia decisamente più flessibile della legge Fornero oggi in vigore; chi ritiene invece che tutto debba rimanere esattamente così com’è, come il ministro dell’Economia Padoan; e il referendum che chiede la totale cancellazione alla riforma pensionistica dell’ex ministro Fornero, lanciato dalla Lega, è chiaro come le posizioni siano decisamente divergenti.

Eppure sarà necessario trovare un punto di incontro, anche se al momento sembra piuttosto difficile. Nonostante, infatti, sono poche le speranze di vedere realizzati effettivi cambiamenti sulle pensioni, sia il commissario Inps Treu, sia le minoranze del Pd continuano ad avanzare proposte di interventi. E mentre Treu punta su quella proposta di prestito pensionistico, avanzata già dall’ex ministro Giovannini prima e dell’attuale ministro del Lavoro Poletti poi, per fare uscire il lavoratore qualche anno prima rispetto alla soglia attuale dei 66 anni, con anticipi sulla pensione che dovranno poi essere restituiti con piccole decurtazioni dall’assegno, nuovi emendamenti Pd riammessi alla Legge di Stabilità chiedono invece la proroga dell’opzione contributivo donna, per permettere di andare in pensione prima per tutto il 2015 ancora, con possibilità di estensione di tale possibilità anche agli uomini; e la cancellazione dei disincentivi attualmente previsti per i precoci che decidono di lasciare il lavoro prima dei 62 anni.

E intanto Cesare Damiano torna a puntare l’attenzione sul suo piano di uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi e penalizzazioni se si decide di lasciare il lavoro prima e, al contrario, incentivi se si decide di rimanere oltre i 66 anni di età al lavoro, ma massimo fino ai 70. Si tratterebbe dunque, ancora una volta, di piani di uscita anticipata a costo zero che potrebbero rappresentare per il governo la giusta soluzione per modificare le pensioni senza arrivare a quella eliminazione totale della riforma oggi esistente proposta dalla Lega che, con la cancellazione della legge Fornero, porterebbe anche la cancellazione di quegli 80 miliardi di euro di risparmi garantiti che in questo momento farebbero decisamente comodo allo Stato.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il