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Pensioni vecchiaia, anzianità,donne riforma Governo Renzi: contributivo,quota 100,prestito approvabili ancora pur Ministero contro

Piani di uscita anticipata ancora possibili per modificare riforma pensioni attuale dopo calo consensi governo Renzi e successo del referendum abrogativo indetto dalla Lega




Prima il ministro del Lavoro Poletti, che ora tace sulla questione, poi le forze politiche e sociali e infine il commissario Inps Tiziano Treu, tutti d’accordo sulla proposta di uscita anticipata e flessibile per intervenire sull’attuale riforma pensioni Fornero, cercando di ammorbidire, soprattutto per alcune categorie di lavoratori, i requisiti di accesso al trattamento pensionistico.

La situazione potrebbe sembrare decisamente facile: uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi, e penalizzazioni o incentivi se si esce prima o rimane di più a lavoro; uscita con quota 100, con prestito pensionistico o sistema contributivo per tutti, sarebbero, infatti, soluzioni a costo zero, tra l’altro vantaggiose per Inps e governo, giacchè permetterebbero l’uscita anticipata, liberando posti di lavoro che potrebbero essere occupati dai più giovani,ma si temporeggia ancora su tali soluzioni.

Nessun emendamento alla Legge di Stabilità prevede soluzioni di questo tipo, puntando essenzialmente alla cancellazione delle penalizzazioni per i precoci che vogliono uscire prima dei 62 anni e alla proroga del’opzione contributivo donna per tutto il 2015, eppure dopo gli ultimi dati emersi dai sondaggi sul governo Renzi e il deciso calo del suo consenso si potrebbe cambiare strategia e soddisfare le richieste di quanti chiedono maggiore flessibilità.

E nonostante il ministro del’Economia Padoan non sia d’accordo con interventi sulla riforma pensioni che ritiene sia meglio lasciare così com’è, bisognerebbe guardare anche al ‘successo’ che sta riscuotendo il referendum indetto dalla Lega che vuole la cancellazione totale dell’attuale legge pensionistica Fornero. Per evitare che venga dunque completamente cancellata, e con lei anche gli 80 miliardi di euro di risparmi che garantisce, meglio dunque agire con interventi che potrebbero essere apprezzati da tutti, anche da quelle forze politiche e da quei sindacati che oggi sostengono il referendum della Lega.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il