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Pensioni donne, vecchiaia, precoci riforma Governo Renzi: novità realizzabili con Damiano e minoranza Pd

Cosa si può ancora fare per intervenire sulla riforma pensioni e quali le modifiche possibili: le proposte e le posizioni delle forze politiche




Continua l’iter di discussione degli emendamenti alla nuova Legge di Stabilità e continua ad essere aperta, forse più che mai, la questione pensioni. E sono sempre più tutti d’accordo su eventuali interventi di modifica da approvare per cambiare l’attuale riforma pensioni. E non solo forze politiche come Forza Italia, Sel, M5S, IdV, ma anche sindacati, minoranze del Pd e quella Lega che ha lanciato il referendum di abrogazione totale della legge pensionistica Fornero, facendo ben capire tutta la sua contrarietà a norme che hanno creato finora solo problemi a tante categorie di lavoratori e pensionandi, basti pensare solo agli esodati o ai Quota 96 della scuola.

Ed ecco che a sostegno di eventuali modifiche, che tra l’altro si stanno rendendo sempre più necessarie, considerando non solo la situazione pensionistica italiana ma anche il calo di consensi che sta riscuotendo il governo Renzi, ci sono il commissario Treu, che chiede ancora una volta di pensare a nuovi elementi di flessibilità e uscita anticipata da inserire nella riforma attuale; e Cesare Damiano, che ancora una volta rilancia l’uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi e penalizzazioni se si decide di lasciare il lavoro prima o incentivi se si decide di rimanere oltre i 66 anni di età al lavoro, fino ai 70.

E mentre l’ex premier Silvio Berlusconi parla di voler aumentare le “pensioni minime a mille euro per 13 mensilità e garantire  ai pensionati assistenza medica gratuita: odontoiatria sociale (impianti dentali gratis) e oftalmologia sociale (operazione della cataratta gratis); insieme a convenienze varie, da cinema al pomeriggio, al treno durante la settimana gratuiti, ai bonus taxi e bonus acquisti”, anche Civati e Fassina chiedono modifiche al governo Renzi.

Civati, sulla riforma del lavoro, ha detto: “Così com’è il provvedimento non è sostenibile, non posso votarlo. E’ una riforma di destra, ma noi siamo la sinistra” e come per il lavoro le richieste al governo riguardano anche eventuali miglioramenti per le pensioni. L'intervento di Fassina punta invece a far approvare novità per i lavoratori autonomi, con partita Iva e iscritti alla gestione separata Inps. La richiesta è quella di cancellare l’aumento dal 27 al 33% della contribuzione per loro prevista.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il