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Pensioni donne, uomini, precoci riforma Governo Renzi: novità contributivo, prestito, quota 100 si possono ancora realizzare

Nonostante gli ostacoli di carattere economico e politico, sono tante le proposte avanzate per rendere più flessibile la legge Fornero.




Sembra arrivato a un punto morto la riforma pensioni Renzi. Le ultime notizie raccontano infatti di un certa vivacità solo nel dibattito sulla proposta di referendum per la cancellazione totale delle norme della legge Fornero. Quello delle pensioni è in realtà un serbatoio di continue novità perché rappresenta un nervo scoperto per il Paese. Sono troppi i nodi non ancora sciolti che stanno provocando malumori e disagi a più livelli: dai lavoratori impossibilitati al ritiro, come i quota 96 del mondo della scuola, a quelli precoci o che svolgono attività usuranti che da tempo invocano maggiore flessibilità in uscita.

Perchè possono ancora passare? Lo abbiamo spiegato in questo articolo al seguente link diretto

Eppure, anche se ostacolate, le ipotesi di cambiamento sono tante e tutte ancora attuali. Dall'allargamento a tutti i lavoratori del sistema di calcolo con il metodo contributivo alle forme di uscita anticipata dal lavoro, dal ponte previdenziale con cui dare l'opportunità del ritiro ai disoccupati over 50 privi di cassa integrazione e sussidi statali al pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi, passando per l'introduzione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione. Per non parlare del bonus fiscale nella falsariga dei famosi 80 euro per i lavoratori dipendenti e assimilati.

Con l'approvazione da parte della Camera, è stata data una decisa accelerazione al Jobs Act. Viene introdotto il contratto a tutele crescenti. Cambia l'articolo 18: in caso di licenziamento senza giusta causa, previsto un indennizzo economico proporzionale all'anzianità di servizio; il diritto al reintegro resta solo per licenziamenti discriminatori e per casi specifici di quelli disciplinari (da stabilire nei decreti attuativi). Solo indennizzo, invece, per i licenziamenti economici ingiustificati. Le novità si applicano solo ai nuovi contratti: il Jobs act vuole sfoltire le forme contrattuali e superare i co.co.co.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il