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Indulto e amnistia: novità questa settimana tra nuove sollecitazioni interventi, Ministro Orlando e Governo Renzu

Nuove raccomandazioni Onu all’Italia su situazione sovraffollamento carceri. Ultime dichiarazioni del inistro Orlando e passi ancora da fare contro l’emergenza carceraria




Tra riforma del Lavoro e Legge di Stabilità probabilmente non arriverà alcuna novità sulla questione carceri prima della fine dell’anno. Mentre, infatti, si continua a dibattere di indulto e amnistia ormai da mesi, sono ancora all’esame della Commissione Giustizia i quattro ddl sulle misure di clemenza in vista di un testo unificato che ormai dovrebbe arrivare il prossimo anno. Intanto l’Onu ha presentato nuove raccomandazioni all’Italia sulla gestione dell’emergenza carceraria e il ministro della Giustizia Orlando ha risposto: “In questi anni e in questi mesi sono stati fatti passi avanti e soprattutto è stata invertita una tendenza, quella che faceva sì che il carcere venisse utilizzato spesso come strumento per affrontare problemi anche di carattere sociale“.

E ha precisato: “Abbiamo fatto cose importanti in termini di previsioni normative. Abbiamo introdotto l’istituto della messa alla prova ai servizi sociali. E’ stata ampliata la possibilità di utilizzare i lavori di pubblica utilità come modo di scontare la pena. Ma soprattutto abbiamo fatto molte convenzioni con enti pubblici e territoriali per consentire l’utilizzo dei detenuti per questo tipo di attività: spero dia dei frutti significativi nei prossimi mesi”.

Ed effettivamente finora, grazie anche alle misure previste da decreto cosiddetto svuota carceri, vale a dire quelle di sconti della pena e risarcimenti in denaro per i detenuti che hanno vissuto in condizioni di drammaticità in cella, il numero dei carcerati è diminuito, calando da 70mila a 54mila persone, un numero più basso ma comunque ancora alto e per cui servono ancora soluzioni.

Intanto, Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), spiega: “Se il numero dei detenuti è calato, questo è la conseguenza del varo delle leggi svuota carcere in poco tempo. Ma l’Amministrazione Penitenziaria non ha migliorato le condizioni di vivibilità nelle celle, perché ad esempio il numero dei detenuti che lavorano è irrisorio rispetto ai presenti. Occorre dunque rivedere il sistema dell’esecuzione penale il prima possibile, altro che vigilanza dinamica nelle galere e autogestione dei reparti detentivi”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il