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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma Poletti, Furlan, Gnecchi, Damiano Fornero, INPS, Treu, Salvini nuove dichiarazioni

Nuove possibili modifiche alla riforma pensioni come annunciato da Treu e Poletti ma non nella Legge di Stabilità. Lega punta su referendum e posizioni altre forze politiche




Via libera alla cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni con 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 e un mese per le donne. La commissione Bilancio ha approvato l’emendamento presentato dalla Gnecchi del Pd, che sarà in vigore a partire dal primo gennaio 2015 e sarà applicato a coloro che matureranno il requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017. Soddisfatta dell’approvazione la Gnecchi ma anche Cesare Damiano, che continuano a sperare anche nell’arrivo, fino all’ultima lettura della nuova Legge di Stabilità, in altri interventi sulla riforma pensioni. E proprio a tal fine, e per sostenere quell’uscita anticipata auspicata da tutti, Damiano ha rilanciato ancora una volta l'idea di uscita a 62 anni e 35 anni di contributi, ribadendo però la possibilità di altre forme di uscita anticipata come uscita a quota 100, prestito pensionistico e minimi pensioni, sostenendo dunque anche le ultime posizioni rese note del commissario Inps Treu.

Consapevole del fatto che in Parlamento sono state presentate proposte di uscita anticipata, il commissario Treu ha ribadito un suo impegno, e dell’Inps, nell’intervenire con modifica alla riforma pensioni attuale ma solo il prossimo anno. Nulla al momento dovrebbe, dunque, arrivare nella nuova Legge di Stabilità, anche perché, come ha lasciato intendere, continuano i lavori con il ministro Poletti per cambiamenti da attuare ma manca il tempo per farlo con la nuova Manovra.  

Il ministro Poletti ha confermato: “Il tema del ritocco della legge Fornero sulle pensioni per consentire una maggiore flessibilità in uscita dei lavoratori è in agenda ma non sarà affrontato a breve: non c'è nulla nella legge di stabilità e quindi ad ora non ci sono passaggi definiti. Il tema è in discussione e la questione è un problema reale ma dobbiamo trovare una modalità per affrontare questo passaggio. E ovviamente servono risorse”. Intanto l’ex ministro del Lavoro Fornero, quella fautrice della legge pensionistica oggi tanto criticata, si dice concorde con la possibilità di un intervento per abbassare l'età pensionabile e reintrodurre il sistema delle quote o i 40 anni di contributi.

La Fornero dice infatti: “Nulla da obiettare. Anzi. E' un bene, se ci sono le risorse, il fatto che si cominci a restituire qualcosa a chi, in una situazione di grave emergenza, ha dato di più. Trovo che sia giusto. D'altra parte le riforme varate dal nostro governo rispondevano a precise emergenze economiche. Oggi queste emergenze non sono più all'orizzonte. E questo anche grazie alla mia riforma delle pensioni. Se però il bilancio pubblico consente di ritagliare uno spazio nuovo, non è sbagliato che si cominci proprio a partire da chi ha 40 anni di contributi. Tamponare quella situazione gravissima in cui era a rischio il pagamento di salari e pensioni del mese successivo, fu il nostro compito che la politica ci ha lasciato volentieri per poi lavarsene le mani una volta riusciti a risanare. Oggi, invece, non c'è la stessa emergenza e questo governo le cose le sta facendo”.

E mentre la Lega continua a puntare sul suo referendum abrogativo per la cancellazione totale della riforma pensioni Fornero, per la leader della Cisl, Annamaria Furlan “Il governo dovrebbe mettere mano alla riforma Fornero sulle pensioni convocando le parti sociali. La legge Fornero sulle pensioni è stata la peggiore di sempre perché ha creato gli esodati, ma ora “l Parlamento ci rimetta le mani il prima possibile senza aspettare l’esito del referendum” proposto dalla Lega Nord. Affidare a un referendum la questione sarebbe troppo semplice”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il