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Pensioni vecchiaia, donne riforma Governo Renzi: novità proposte Treu, Poletti, Inps, Fornero, Furlan, Ghecchi, Damiano, lega

Emendamenti pensioni approvati e bocciati in nuova Legge di Stabilità e posizioni forze politiche e sociali: situazione attuale e come potrebbe evolversi




All’indomani della bocciatura di alcuni emendamenti alla pensioni nella nuova Legge di Stabilità e dell’approvazione di altri, come quello avanzato dalla Gnecchi del Pd per l’abolizione delle penalizzazioni per chi decide di lasciare il lavoro prima dei 62 anni avendo però maturato la propria anzianità contributiva, che è si 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 e un mese per le donne; o di quello che rivede i trattamenti pensionistici per i lavoratori esposti all’amianto, si continuano ad auspicare ancora interventi, magari fino all’ultima lettura della nuova Manovra e  Cesare Damiano, per introdurre sistemi di uscita anticipata all’attuale riforma pensioni, torna a proporre l’uscita a 62 anni e 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni e incentivi a seconda che si decida di lasciare il lavoro prima o dopo i 66 anni di oggi.

Ma al vaglio restano ancora i piani di uscita con quota 100, o di prestito pensionistico, o di sistema contributivo per tutti, anche se oggi sono ben lontani dall’essere approvati nella Legge di Stabilità. Del resto, lo stesso ministro del Lavoro Poletti ha dichiarato: “Il tema del ritocco della legge Fornero sulle pensioni per consentire una maggiore flessibilità in uscita dei lavoratori è in agenda ma non sarà affrontato a breve: non c'è nulla nella legge di stabilità e quindi ad ora non ci sono passaggi definiti. Il tema è in discussione e la questione è un problema reale ma dobbiamo trovare una modalità per affrontare questo passaggio. E ovviamente servono risorse”.

E le sue parole arrivano a confermare quanto già annunciato giorni fa dal commissario Inps Treu che aveva anticipato il fatto che eventuali cambiamenti alle pensioni sarebbero potuti arrivare a partire dal prossimo 2015 e si era ‘schierato’ a favore di elementi flessibili come l’uscita con prestito previdenziale attraverso l’anticipo di una mini pensione da restituire poi una volta maturati i normali requisiti richiesti. E mentre il segretario della Cgil Camusso si dice favorevole al voto per il referendum della Lega che chiede la cancellazione totale della riforma pensioni Fornero, proposta di referendum che, con somma soddisfazione del leader Salvini, ha già ricevuto il primo ok dalla Cassazione, la leader della Cisl, Annamaria Furlan ritiene invece che “Il governo dovrebbe mettere mano alla riforma Fornero sulle pensioni convocando le parti sociali. La legge Fornero sulle pensioni è stata la peggiore di sempre perché ha creato gli esodati, ma ora il Parlamento ci rimetta le mani il prima possibile senza aspettare l’esito del referendum” proposto dalla Lega Nord. Affidare a un referendum la questione sarebbe troppo semplice”.

Per Massimiliano Fedriga capogruppo della Lega Nord alla Camera sono “Gravissime le dichiarazioni della Furlan che afferma che lavora con il governo per non far votare i cittadini sul referendum della Lega Nord per abolire la riforma Fornero. Ormai la Cisl difende Renzi e non i lavoratori. È vergognoso che un’associazione che si fa chiamare sindacato operi in questo modo: palesemente contro i lavoratori, per difendere la pessima riforma delle pensioni Fornero e per fare un atto d’asservimento imbarazzate a Renzi. Un verso sindacato vorrebbe che i cittadini e i lavoratori si potessero esprimere con il voto invece Furlan afferma che sta lavorando con Renzi perché ciò non avvenga. Se fossi un iscritto Cisl straccerei oggi stesso la tessera”.

E lo stesso l’ex ministro del Lavoro Fornero apre a nuovi interventi di modifica per abbassare l'età pensionabile sostenendo: “Nulla da obiettare. Anzi. E' un bene, se ci sono le risorse, il fatto che si cominci a restituire qualcosa a chi, in una situazione di grave emergenza, ha dato di più. D'altra parte le riforme varate dal nostro governo rispondevano a precise emergenze economiche. Oggi queste emergenze non sono più all'orizzonte. E questo anche grazie alla mia riforma delle pensioni. Se però il bilancio pubblico consente di ritagliare uno spazio nuovo, non è sbagliato che si cominci proprio a partire da chi ha 40 anni di contributi”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il