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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità interventi Poletti, Inps, Damiano,Treu,Lega, Salvini, Furlan

Nuove dichiarazioni ministro del Lavoro Poletti su probabili interventi riforma pensioni ma non nella Legge di Stabilità e altre posizioni forze politiche e non solo




“Il tema del ritocco della legge Fornero sulle pensioni per consentire una maggiore flessibilità in uscita dei lavoratori è in agenda ma non sarà affrontato a breve: non c'è nulla nella legge di stabilità e quindi ad ora non ci sono passaggi definiti. Il tema è in discussione e la questione è un problema reale ma dobbiamo trovare una modalità per affrontare questo passaggio. E ovviamente servono risorse”: queste le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti, da tempo in silenzio sulla questione pensioni, ma che ora conferma le parole del commissario Inps Treu.

Era stato infatti Tiziano Treu qualche giorno fa ad annunciare che interventi sulla riforma pensioni sono allo studio ma nulla arriverà nella Legge di Stabilità. Come aveva anticipato, si sarebbe dovuto aspettare il 2015 ed effettivamente cos’ dovrebbe essere. E mentre la Lega punta sul suo referendum di abrogazione della riforma pensioni Fornero, che sta riscuotendo ampio consenso tra sindacati e forze politiche, la segretaria della Cisl Furlan  ribadisce al governo la necessità “di mettere mano alla riforma Fornero sulle pensioni convocando le parti sociali. La legge Fornero sulle pensioni è stata la peggiore di sempre perché ha creato gli esodati, ma ora il Parlamento ci rimetta le mani il prima possibile senza aspettare l’esito del referendum” proposto dalla Lega Nord. Affidare a un referendum la questione sarebbe troppo semplice”.

Anche Elsa Fornero è d’accordo su nuovi interventi di modifica alla ‘sua’ riforma pensioni, magari anche con i piani di uscita anticipata per abbassare l’età pensionabile. Secondo la Fornero, sarebbe “un bene, se ci sono le risorse, il fatto che si cominci a restituire qualcosa a chi, in una situazione di grave emergenza, ha dato di più. D'altra parte le riforme varate dal nostro governo rispondevano a precise emergenze economiche. Oggi queste emergenze non sono più all'orizzonte. E questo anche grazie alla mia riforma delle pensioni. Se però il bilancio pubblico consente di ritagliare uno spazio nuovo, non è sbagliato che si cominci proprio a partire da chi ha 40 anni di contributi. Tamponare quella situazione gravissima in cui era a rischio il pagamento di salari e pensioni del mese successivo, fu il nostro compito che la politica ci ha lasciato volentieri per poi lavarsene le mani una volta riusciti a risanare. Oggi, invece, non c'è la stessa emergenza e questo governo le cose le sta facendo”.
 
Si dicono, intanto, contenti la Gnecchi del Pd e Cesare Damiano per  l’approvazione, come riportano le ultime notizie, dell’emendamento alla Legge di Stabilità che elimina i disincentivi oggi previsti dalla legge Fornero per chi decide di andare in pensione dei 62 anni. Ma per farlo bisogna aver raggiunto l’anzianità contributiva richiesta, vale a dire 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 e un mese per le donne. Cesare Damiano, inoltre, torna a proporre meccanismi di uscita anticipata, dal suo sistema che prevede la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni e 35 anni di contributi e penalizzazioni o incentivi, in base a se si decide di uscire prima o rimanere ancora a lavoro dopo i 66 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il