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Pensioni donne, vecchiaia, uomini, precoci riforma Governo Renzi: novità questa settimana tra luci e ombre

E’ stata una settimana importante quella appena trascorsa per la situazione pensioni tra emendamenti promossi e bocciati in nuova Legge di Stabilità




E’ stata una settimana importante quella appena trascorsa che, tra alti e bassi, indicazioni positive e alcune meno, ha portato novità per quanto riguarda la questione pensioni. Mentre continuano ad incalzare richieste di uscita anticipata e pensione prima dei 66 anni per tutti, è stato approvato l’emendamento alla Legge di Stabilità che non prevede più penalizzazioni, come attualmente previsto dalle norme Fornero, per l’uscita anticipata prima dei 62 anni se si è maturata l’anzianità contributiva richiesta. Passato anche l’emendamento che prevede una modifica dei trattamenti pensionistici di coloro impegnati in attività esposte all’amianto. Si tratta, diciamo, di prime notizie positive anche se l’iter di approvazione della Legge di Stabilità è ancora lungo, motivo per il quale alcuni sperano ancora in nuovi interventi per abbassamento dell’età pensionabile per tutti.

L’approvazione dei primi emendamenti che cancellano le penalizzazioni e a favore dei lavoratori esposti al’amianto rappresentano una prima apertura, infatti, a possibili ulteriori modifiche che possano, magari, riguardare i piani di uscita anticipata e flessibile come uscita a quota 100, a 62 anni e 35 anni di contributi, prestito previdenziale, erogazione di Mini pensioni, ed estensione del sistema contributivo. Il voto finale dovrebbe arrivare sotto Natale e potrebbe essere ancora tempo per questi interventi, anche se sembra piuttosto difficile considerando il parere contrario a qualsiasi tipo di intervento sulla riforma pensioni più volte ribadito dal ministro dell’Economia Padoan. E la sua voce autorevole avrà decisamente sempre troppa influenza sulla questione.

Anche se la migliore soluzione, che non richiede impiego di ulteriori risorse, ciò che preoccupa il ministro Padoan, sarebbe quella di far passare il sistema contributivo, nonostante l’ultima bocciatura ricevuta in settimana. Si tratta infatti di prorogare un meccanismo già esistente, quello dell’opzione contributivo donna, che contribuirebbe anche a far risparmiare soldi e che i giudici, attraverso una class action, potrebbero riportare in auge.

In realtà, sono stati trovati nuovi fondi che, se esistesse davvero la volontà politica e del Mef, potrebbero essere impiegati per finanziare interventi per la previdenza ma probabilmente manca ancora il coraggio di intervenire sulla riforma pensioni Fornero. Del resto, proprio il ministro del Lavoro ha ribadito nelle sue ultime dichiarazioni che il prossimo 2015 potrebbe essere l’anno di intervento sulla riforma pensioni e che nella Legge di Stabilità non vi sarà alcun intervento in merito. E del resto lo stesso commissario Inps Treu aveva anticipato che, nonostante piani in Parlamento, si sarebbe effettivamente pensato ad interventi sulle pensioni non prima del 2015.

E mentre viene bocciato l’emendamento per il pensionamento dei Quota 96 della scuola, mentre nessuna novità arriva per lavoratori usuranti e per la pensione anticipata per tutti, spiccano nuovi paradossi, come il tetto alle pensioni ma solo dal 2015, la possibilità per i lavoratori in esubero delle province di andare in prepensionamento, e la possibilità di uscita con soli 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992 ma solo per determinate categorie di lavoratori. E’ stata inoltre tralasciata un’altra importante questione, vale a dire quella della rivalutazione negativa delle pensioni per il Pil negativo, cosa che potrebbe portare a svalutare il valore delle pensioni, cosa che si vorrebbe evitare, visto che dovrebbe interessare, secondo le ultime notizie, circa 10-12 milioni di pensionati. Si era detto che si sarebbe proceduto in modo da evitare avvenisse questa svalutazione ma al momento non è ancora arrivata alcuna risposta e alcun emendamento.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il