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Pensioni anzianità, donne, uomini Governo Renzi: riforma novità numerose e importanti positive della settimana

Cambiano le pensioni ma mancano i principali interventi auspicati per rendere il sistema pensionistico attuale più flessibile: la situazione in Legge di Stabilità




“La riforma Fornero sulle pensioni è stata la peggiore di sempre perché ha creato gli esodati” ha detto la Furlan, la leader della Cisl, che continua ad auspicare una soluzione strutturale per chi è rimasto senza lavoro e senza pensione e incita il premier Renzi ad “occuparsi del lavoro, insieme ai datori di lavoro ed ai sindacati, perché loro hanno competenza ed esperienza, che il governo ha necessità di assorbire. Per uscire dalla crisi nessuno può immaginare di fare da solo, ma ci vuole un patto sociale che metta al centro il lavoro. E’ l’unico modo per uscirne”. E sul modo di affrontare le novità sulla riforma pensioni Fornero, in risposta ad un referendum abrogativo della Lega che sta riscuotendo successo, anche fra i sindacati, Cisl in prima linea, la Furlan invita il governo a rimettere mano alla riforma Fornero con modifiche importanti perché cancellarla sarebbe molto semplice.

Del resto, il consenso che sta riscuotendo il referendum della Lega conferma la necessità di interventi sulla riforma pensioni, conferma il bisogno di intervenire in qualche modo per rendere il sistema pensionistico attuale più flessibile e, nonostante la bocciatura dell’emendamento per i Quota 96 della scuola, nonostante non vi siano proposte di uscita anticipata per tutti e soluzioni strutturali per gli esodati, arrivano novità positive, seppur minime, dalla Legge di stabilità.

E’ passato infatti l’emendamento che prevede l’abolizione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni purchè abbia maturato l’età contributiva richiesta, ed è passato anche l’emendamento a favore della revisione delle pensioni finali per i lavoratori esposti ad amianto. Certo, non sono i piani di uscita anticipata che si erano auspicati ma potrebbero rappresentare uno spiraglio a prossimi cambiamenti che, come annunciato dal ministro Poletti, arriveranno, o per lo meno dovrebbero, il prossimo anno. E nonostante le resistenze del ministro dell’Economia Padoan.

In queste settimane, infatti, il ministro Padoan ha continuato a ribadire la sua contrarietà all’abbassamento dell’età pensionabile nonché la volontà di lasciare la riforma pensioni attuale così com’è eppure approvare la proroga dell’opzione contributivo donna, per il 2015, e con possibilità di estensione anche agli uomini avrebbe potuto permettere il prepensionamento a chi volesse lasciare il lavoro prima, senza necessità di risorse in più (il grande ostacolo finora dichiarato) e con possibilità anche di risparmio, derivante dai tagli degli assegni pensionistici finali calcolati con metodo contributivo e non retributivo. Eppure anche questo emendamento è stato cancellato.

Ed è il segno che non c’è proprio una volontà politica di agire sulla riforma pensioni Fornero, che continua ad imporsi forte degli 80 miliardi di euro di risparmi capace di assicurare, anche se poi ogni autorevolezza di intervento del governo cade nel momento in cui si continuano a vedere ingiustizie perpetrate. L’ultima in ordine di arrivo quello di fissare un tetto alle pensiono d’oro solo dal 2015. Per questo intervento le risorse ci sarebbero ma per mandare in pensione 4mila lavoratori della scuola che hanno maturato il loro accesso alla pensione oltre due anni fa ma sono ancora ingiustamente bloccati a lavoro, le risorse mancano. Ed è da qui che scaturiscono nuovi interrogativi sul giusto operato del governo Renzi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il