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Acconto Irpef 2014, cedolare secca affitti, tasse Irap: oggi scadenza lunedì 1 dicembre. Multe ritardo, no proroga, pagare meno

Sono giorni di calcoli e di pagamento per i contribuenti italiani che entro il primo dicembre dovranno versare gli acconti Irpef, Irap e Ires.




Entro il primo dicembre occorre versare l'Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), la cui aliquota dell'acconto è pari al 100%. Per l'acconto Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) valgono le regole previste per le imposte dirette ed è pari al 100% per le persone fisiche e le società di persone, al 101,50% per le società di capitali, gli enti commerciali e non commerciali e assimilati. I contribuenti Ires (Imposta sul Reddito delle Società) dovranno versare il 101,5%. Per pagare in misura inferiore l'acconto Irpef 2014 è possibile utilizzare il metodo previsionale anziché quello storico.

La condizione è che si preveda un calo dei compensi o dei ricavi se non la chiusura dell'attività. In questo caso è infatti possibile tenersi alla larga dall'anticipo di somme non dovute.

Per quanto riguarda le scadenze dell'acconto IRPEF, fino a 51 euro non occorre versare alcun anticipo; tra 52 e 260 euro è pari al 100% da saldare in una sola soluzione; oltre 260 euro, la quota è sempre pari al 100%, ma è dilazionabile in due rate. L'importo della seconda rata è pari al totale dell'acconto dovuto, al netto del primo acconto versato a giugno o a luglio. Ma se la prima tranche è stata pagata con maggiorazione dello 0,4% in virtù della cumulazione al tributo, l'importo va considerato al netto della maggiorazione.

Occorre dunque prestare attenzione alle multe nel caso di calcoli errati. La quota massima aggiuntiva da pagare è del 30%: sarà comminata nel caso in cui l'acconto versato è inferiore al 100% dell'IRPEF dovuta. Tuttavia può essere diminuita al 10% se l'irregolarità viene sanata dopo 30 giorni dalla comunicazione dell'Agenzia delle Entrate. La seconda possibilità concessa al contribuente è di fare riferimento al termine ultimo per l'invio della prossima dichiarazione: in questo caso, la sanzione si assesta al 3,75% oltre al pagamento degli interessi legali del 2,5% annuo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il