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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: modifiche inserite in agenda ufficiale. Per chi, quando e come. Poletti conferma

Modificare la riforma pensioni in programma nei piani di lavoro del governo Renzi ma solo per il prossimo anno: le novità previste




“Il tema del ritocco della legge Fornero sulle pensioni per consentire una maggiore flessibilità in uscita dei lavoratori è in agenda ma non sarà affrontato a breve: non c'è nulla nella legge di stabilità e quindi ad ora non ci sono passaggi definiti. Il tema è in discussione e la questione è un problema reale ma dobbiamo trovare una modalità per affrontare questo passaggio. E ovviamente servono risorse”: sono queste le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti che conferma come nei piani di lavoro per il prossimo anno del governo Renzi vi siano interventi allo studio per modificare la riforma pensiono Fornero.

Quanto meno queste sono le previsioni. Probabilmente sarà il momento giusto, considerando che i grandi temi, da riforma del Lavoro, a riforma fiscale e scuola, si stanno già affrontando ora. E già il ministro Boschi qualche settimana fa, durante un’intervista, aveva annunciato che se per il momento, nella Legge di stabilità, non erano previsti interventi per le pensioni, qualcosa sarebbe invece cambiato il prossimo anno, a risorse economiche magari disponibili, anno in cui si sarebbe affrontata anche la questione dell’aumento delle pensioni minime.

Stessa linea temporale aveva annunciato il commissario Inps Treu quando aveva detto che anche l’Inps si stava impegnando per intervenire sulla riforma pensioni con elementi di flessibilità necessari ma il tutto a partire dal 2015. Ed erano stati gli stessi Renzi e ministro Padoan qualche tempo fa a far capire che il limite temporale di intervento sulle pensioni sarebbe stato spostato all’anno prossimo quando magari le condizioni economiche di Italia sarebbero state migliori per studiare modifiche concrete da attuare.

E i possibili interventi verteranno, ancora una volta, su meccanismi di uscita anticipata come pensionamento a quota 100 o a 62 anni di età con 35 ani di contributi, e penalizzazioni e incentivi, o con quel prestito pensionistico ormai in ballo da tempo e che, insieme al sistema contributivo per tutti, potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per permettere pensionamenti anticipati a costo zero.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il