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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: scontri Ministeri, referendum Lega, proposte Ministri, Legge Stabilità, INPS

Primi passi verso modifiche riforma pensioni con emendamenti approvati in Legge di Stabilità ma strada ancora lunga: servono anche piani di uscita anticipata. Le posizioni




Passano nella Legge di Stabilità gli emendamenti che prevedono modifiche ai trattamenti pensionistici dei lavoratori esposti all’amianto e l’abolizione delle penalizzazioni per i precoci che decidono di andare in pensione anticipata prima dei 36 anni ma con l’anzianità contributiva maturata: qualche novità, dunque, e modifica del’attuale riforma pensioni Fornero inizia a vedersi e gli emendamenti approvati, insieme a quello sul tetto alle pensioni d’oro anche se a partire dal 2015, potrebbero essere il primo passo per futuri interventi, sostenuti anche dalle ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti che ha rimandato al prossimo anno lavori in programma sulle pensioni.

Gli interventi di modifica alle pensioni si stanno rendendo, come le ultime notizie confermano, sempre più necessari, non solo per rendere migliore e più flessibile l’attuale nostro sistema previdenziale ma anche per evitare che si vada davvero al voto per il referendum della Lega che chiede l’eliminazione totale della riforma pensioni Fornero. E se si votasse, considerando il consenso tra sindacati e forze politiche e cittadinanza che il referendum sta riscuotendo, e il voto fosse positivo, insieme alle norme pensionistiche verrebbero cancellati quegli 80 miliardi di euro che la legge Fornero stessa è l’unica in grado di garantire fino al 2021.

Dagli emendamenti alla Legge di Stabilità restano però escluse importanti categorie di lavoratori, dagli usuranti, agli esodati, ai quota 96, insieme alla possibilità di uscita anticipata per tutti. Ciò che per cui si battono da mesi diversi partiti, ma che sta anche creando spaccature, visto che il ministro dell’Economia Padoan, con la sua autorevolezza, si è dichiarato contrario all’abbassamento dell’età pensionabile.

Ma anche il commissario Inps Treu ha detto: “Sono convinto sia necessaria qualche forma di flessibilità in uscita verso la pensione. La legge Fornero si può migliorare. L'Inps farà proposte per l'introduzione di qualche forma di flessibilità rispetto alla legge Fornero”. E per i costi eventuali che permetterebbero di lasciare il lavoro prima dei 66 anni di anzianità spiega: “Ci sono varie opzioni. Decideremo dopo la legge di Stabilità. Questo dovrebbe essere uno degli impegni dell’anno prossimo”.

E tra le opzioni di flessibilità in uscita al vaglio, c’è la proposta del prestito previdenziale, già presentata prima dall’ex ministro Giovannini e poi riproposta dall’attuale ministro del Lavoro Poletti, che consentirebbe l’uscita anticipata di almeno due anni con il datore di lavoro che continuerebbe a versare i contributi. Una volta che il lavoratore, però, matura i requisiti pensionistici normali richiesti, dovrà restituire quanto ricevuto in anticipo attraverso piccole trattenute mensili sulla pensione finale.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il