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Legge Stabilità: pensioni, riforma, partita iva nuovi minini, bonus bebè. Misure e novità ufficiali dalla Camera approvate

Primi voti alla Camera per la Legge di Stabilità: le modifiche proposte e cosa ci si aspetta per Partite Iva e pensioni




Dopo il via libera dall'Ue, la Legge di Stabilità sta per ricevere il primo voto in Aula, per poi passare in Senato. Prevedibilmente il voto finale dovrebbe arrivare sotto Natale e secondo alcuni il tempo che ancora c'è è abbastanza per pensare ad ulteriori modifiche da inserire nella nuova Manovra. Modifiche che, ci si auspica, arrivino soprattutto per le pensioni. Se, infatti, sono passati gli emendamenti che prevedono l'eliminazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni e misure per rivedere i trattamenti pensionistici dei lavoratori esposti all'amianto, si spera si possa proseguire in direzione dei piani di uscita anticipata, anche se rimane difficile lavorare in questo senso al momento.

Tra le novità contenute nella Legge di Stabilità, diventa strutturale nel 2015 il bonus da 80 euro in busta paga per i dipendenti pubblici che guadagnano fino a 26mila euro annui; novità previste per il calcolo dell’Isee 2015 che prevederà minore possibilità di autocertificazione e più controllo sui conti correnti in riferimento, però, non saldo ma alla giacenza media; arriva un tetto alle pensioni di medici, professori universitari, magistrati e grand commis, anche ‘quelli già liquidati ma dal 2015’; nuovo bonus bebè 2015 che potrà essere richiesto da famiglie che hanno un Isee non superiore ai 25 mila euro, che raddoppia sotto quota 7mila. Abolito dunque il primo tetto dei 90mila euro.

Arriva, inoltre, un nuovo bonus da mille euro all'anno in buoni acquisto per le mamme che hanno almeno quattro figli e un reddito Isee inferiore a 8.500 euro, pari a circa 32mila euro di Ise, con cui poter comprare prodotti e servizi per i figli; previsto un nuovo fondo da quasi 8 milioni di euro da stanziare, nel 2015, per offrire pasti ai più poveri; sono stati inoltre dimezzati i tagli ai patronati.

Novità attese anche per partite Iva e regime dei minimi: oggi si accede al regime dei minimi se si guadagna fino a 30mila euro l’anno, si è sottoposti ad una tassazione del 5% e vi si può rimanere per cinque anni o fino al 35esimo anno di età. La prima modifica proposta prevedeva aliquote oscillanti dal 5 al 15% per redditi fino a 40mila euro,  a seconda dell’attività professionale svolta. L’ultima proposta allo studio, avanzata dal sottosegretario Zanetti, prevede un’aliquota all’8% per chi guadagna fino a 40mila euro, indipendentemente dal tipo di attività che si svolge, e senza limiti temporali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il