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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: novità Dicembre, un mese importante ricco di aspettative

Dalle prospettive di novembre al primo voto sulla Legge di Stabilità ai piani di lavoro per le pensioni del governo Renzi per il 2015. Cosa sta accadendo e previsioni




Si era aperto con grandi aspettative di novità nella Legge di Stabilità il mese di novembre, quando si auspicavano interventi sulla riforma pensioni attuale e provvedimenti concreti nella nuova Manovra. Provvedimenti che sono arrivati a metà. Sono stati, infatti, approvati gli emendamenti che prevedono l’eliminazione delle penalizzazioni per i lavoratori precoci che vogliono andare in pensione anticipata prima dei 62 anni a patto che abbiano maturato 35 anni di contributi, proposto da Sel; e quello che prevede modifiche alle pensioni per i lavoratori esposti all’amianto durante la loro attività lavorativa.

Ma sono rimasta aperte tantissime questioni, ed anche urgenti, a partire dal caso dei Quota 96, ancora una volta delusi dalla cancellazione degli emendamenti che avrebbero potuto portare soluzioni alla situazione dei 4mila lavoratori della scuola ancora bloccati a lavoro dopo oltre due anni la maturazione dei loro requisiti di accesso alle pensioni; per arrivare al nulla di fatto sulla soluzione strutturale per gli esodati e sulle possibilità di uscita anticipata per tutti.

E resta anche aperto ancora, questione da non sottovalutare, il problema della rivalutazione negativa delle pensioni per effetto dell’andamento del Pil, situazione da evitare, perché andrebbe a diminuire ancora il valore di pensioni già talvolta troppo basse. E basta semplicemente consultare gli ultimi dati Inps per accorgersi che una tale svalutazione farebbe solo male ad un sistema previdenziale già fortemente in crisi.

Ma la vera novità è stata il successo riscosso dal referendum di abrogazione promosso dalla Lega che chiede la cancellazione totale della riforma pensioni Fornero, una cancellazione che, sostenuta da sindacati, Sel e IdV, metterebbe fine ai casi di esodati e Quota 96, permetterebbe di tornare alle vecchie regole pensionistiche, ma cancellerebbe anche quegli 80 miliardi di euro di risparmi che questa riforma, l’unica, è capace di garantire fino al 2021, secondo le stime.

E poiché si tratta di una somma considerevole per l’Italia, visto il momento di crisi economica che sta affrontando e la necessità di risorse,motivo per cui si spera che si continui a lavorare per modificare il sistema previdenziale attuale, senza sconvolgerne l’impianto, come aveva già detto il premier Renzi. Ma il ministro dell’Economia Padoan non si è mai detto favorevole ad introdurre cambiamenti alle pensioni attuali, ritenendo che sia meglio lasciarle così come sono. E probabilmente fino alla fine dell’anno, ad eccezione delle novità contenute nella Legge di Stabilità, null’altro arriverà.

Del resto, diverse voci politiche autorevoli, dal ministro Madia al ministro Boschi, al ministro del Lavoro Poletti, al commissario Inps Treu, con le loro ultime dichiarazioni e i progetti di lavoro del governo anticipati, hanno lasciato intendere che la questione pensionistica sarà protagonista di discussioni e decisioni del prossimo anno. Lo ha confermato Treu spiegando che l’Inps stesso lavorare per introdurre maggiori forme di flessibilità e lo ha confermato anche Maria Elena Boschi facendo riferimento alla mancanza di interventi ad hoc per i pensionati nella Legge di Stabilità e che se ne riparlerà il prossimo anno, insieme all’eventuale aumento da applicare alle pensioni minime. a l'attenzione sarà soprattutto puntata su quei meccanismi a costo zero che potrebbero essere approvati per tutti, da prestito pensionistico, a uscita a quota 100 o a 62 anni e 35 di contributi e con penalizzazioni.

E l’allungamento temporale di lavoro al prossimo anno sembra al momento il più veritiero, visto che, nonostante il tempo che manca ancora all’approvazione finale della Legge di Stabilità, sarà difficile intervengano ulteriori interventi sulle pensioni entro questo mese di dicembre, alla luce del fatto poi che, secondo le ultime notizie, sarebbe stata prorogata anche la cosiddetta opzione contributivo donne, per tutto il 2015 come richiesto, e si attende a giorni una circolare Inps.

Ancora una volta questa possibilità di pensione anticipata sarà dedicata solo alle lavoratrici donne, dipendenti e autonome, che avranno per un altro anno la possibilità di andare in pensione prima, rispettivamente a 57 anni o a 58,  con 35 anni di contributi e pensione ridotta perché esclusivamente calcolata con metodo contributivo e non retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il