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Pensioni anzianità, uomini, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità scontri dopo contributivo e no penalizzazioni tra INPS, Mef

Dopo approvazione proroga sistema contributivo donne da Inps crescono con mondo politico le divergenze su interventi riforma pensioni




Passa l’emendamento che chiede la cancellazione dei disincentivi per i lavoratori precoci che vanno in pensione anticipata prima dei 62 anni a patto che abbiano raggiunto i 35 anni di contributi fino al 2017; via libera al tetto sulle pensioni d’oro dal 2015 e dovrebbe diminuire, così come uscito dalla Camera, l’aumento della tassazione dai fondi pensione, passando dall’11,5 al 14% piuttosto che al 20. Ma nessuna novità ssui piani di uscita anticipata, a costo zero, proposti da tanti per permettere a chi lo volesse di andare in pensione prima dei 66 anni richiesti dalla riforma pensioni Fornero.

E’ stato il ministro dell’Economia Padoan per primo a dirsi contrario a interventi in tal senso sulle pensioni, andando, dunque, contro le richieste di gran parte di’colleghi’ e commissario dell’Inps, Tiziano Treu, che da tempo chiedono invece interventi per elementi di maggiore flessibilità pensionistica. E lo stesso Padoan, dopo il voto della Legge di Stabilità alla Camera, ha detto: “Sono convinto che questa Legge di Stabilità consentirà all'Italia di avviare quell'inversione di tendenza, in termini di crescita economica e occupazionale, attesa da anni e di affrontare il 2015 con una fiducia accresciuta. È possibile conciliare la stabilità dei conti con le politiche di sostegno alla crescita e all'occupazione, indispensabili per contrastare la fase prolungata di recessione”.

Ma la ripresa deriva anche dall’andamento delle pensioni che, per esempio, quest’anno per la prima volta rischiano una rivalutazione negativa per effetto dell’andamento negativo del Pil. Per ribadire la necessità di cambiamenti per le pensioni, così come finora richiesto, l’Inps, senza aspettare parere dal governo, ha deciso di approvare quella proroga tanto richiesta del sistema contributivo donna, che permette l’uscita anticipata a lavoratrici dipendenti e autonome, a 57 o 58 anni, con 35 anni di contributi e a patto che accettino una pensione finale esclusivamente calcolata con sistema, appunto, contributivo. Questa decisione, presa quasi in autonomia, dimostra come e quanto siano divergenti le posizioni di intervento sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il