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BTP e obbligazioni 2014-2015: investimenti, consigli gestori. Comprare lungo periodo conviene ancora pur spread, interessi bassi

Cosa succede se la Banca centrale europea comincia ad acquistare i titoli di Stato dei Paesi membri. Dove si orienterà e con quali conseguenze?




Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha detto di essere pronto ad acquistare titoli di Stato dei Paesi membri e ad aumentare le misure di stimolo fino a portare il bilancio della Bce alla soglia di 3.000 miliardi di euro. Ma cosa accadrebbe alle quotazioni? E quali potrebbero essere le emissioni coinvolte?

A cercare di rispondere a queste domande ci ha pensato il CorrierEconomia, supplemento economico del Corriere della Sera, con un approfondimento a firma di Angelo Drusiani. In prima battuta gli acquisti riguarderanno le emissioni governative presenti nei portafogli del sistema bancario. Ci sono i precedenti degli Stati Uniti e del Giappone.

A essere coinvolti saranno in particolare quei titoli con durata medio lunga per via del maggiore rendimento e perché - viene spiegato con attenzione - l'andamento dei loro prezzi molto spesso tende ad anticipare le prospettive dei tassi". La situazione nell'Eurozona è piuttosto complessa con un tasso di disoccupazione all'11,2% e una crescita economica debole e disomogenea. In queste condizioni i rischi sono di deflazione e di arresto dello sviluppo. Se lo spread (il differenziale con i bund tedeschi) torna a 100 ancora spazi di rivalutazione per i decennali

I titoli di breve durata sono meno appetibili per via dello scarso rendimento, seppur reale in quanto riflette la situazione attuale e non le prospettive. Ciò che conta - spiega Drusiani - è "capire e interpretare quale possa essere la via migliore per ottenere ritorni favorevoli dagli investimenti effettuati". Da qui la considerazione che in un'epoca di grandi difficoltà dal punto di vista economico e finanziario, di debiti eccessivi accumulati dai Paesi meno virtuosi, di messa a rischio dell'esistenza stessa della moneta unica, a non perdere colpi dalla presenza dell'euro sono stati proprio i i Paesi più ricchi, a partire dalla Germania.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il