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Pensioni anzianità, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità scontri più forti dopo proposte approvate INPS e Parlamento

L’ Inps riapre i termini di presentazione delle domande per l’uscita anticipata delle donne con sistema contributivo: novità e differenze partiti politici




L’ Inps riapre i termini di presentazione delle domande per l’uscita anticipata delle donne prorogando l’opzione contributivo per loro. All’indomani del primo voto alla Camera della Legge di Stabilità, l’Inps ha inviato una circolare che allunga la possibilità per le donne lavoratrici di andare in pensione a 57 anni (58 per le autonome) con 35 di contributi, accettando, però, di ricevere un assegno ridotto di circa il 20%, calcolato interamente con il sistema contributivo e non più con il contributivo.

In realtà, secondo quanto previsto fino ad oggi, i termini per presentare domanda di uscita anticipata dal lavoro con l’opzione contributivo donna sarebbero scaduti ieri, 30 novembre 2014, nonostante questa possibilità fosse in vigore in via sperimentale fino al 31 dicembre 2015. Ma si prevedeva che alla data di scadenza di novembre 2014 venisse applicata la finestra di un anno, e quindi si sarebbe arrivati a dicembre 2015 e, considerando che la domanda doveva essere presentata un mese prima, ecco che si arriva al 30 novembre di quest’anno.

Si è trattata di una decisione contestata da tutti e per cui le associazioni avevano anche avviato una class action contro l’Inps. Decisione che, dopo la bocciatura dell’emendamento alla Legge di Stabilità di richiesta di proroga di questa opzione, è stata ritirata dall’Inps stessa che ha prorogato fino al prossimo anno questa opportunità di uscita prima dei 66 anni.

E mentre l'Inps agisce in autonomia per ritoccare una parte importante delle pensioni, diversi partiti politici, come Italia dei Valori e Sel, appoggiano la proposta di referendum della Lega che chiede l'abolizione completa della riforma pensioni Fornero, e il ministro Padoan continua a ribadire la sua posizione decisamente contraria ad interventi di modifica sulle pensioni, soprattutto se prevedono l’abbassamento dell’età pensionabile che in Italia, secondo il ministro dell’Economia, non potrebbe essere ancora applicato visti i tempi poco maturi. E preferisce ancora una volta mantenere, seppur con la rigidità dei requisiti che prevede, la riforma pensioni Fornero, l’unica in grado di assicurare, fino al 2021, risparmi per ben 80 miliardi di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il