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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: nessuna novità per calcolo rivalutazione contributi. Paradossale

A causa dell'inflazione l'import degli assegni previdenziali subirà una leggera perdita. Ecco le cifre e i meccanismi di rivalutazione.




La crisi economica morde anche le pensioni. Nonostante la prevista rivalutazione Istat dello 0,3%, l'aumento effettivo dell'importo dell'assegno previdenziale sarà ancora più contenuto per via dell'effetto della bassa inflazione. Più precisamente, non solo non ci sarà alcuna crescita ma, al contrario, è da mettere in conto una lieve erosione.

Quali sono le regole della rivalutazione? Fino a 3 volte il trattamento minimo 100% dell'incremento Istat, tra 3 e 4 volte il 95%, tra 4 e 5 volte il 75%, tra 5 e 6 volte il 75%, tra 5 e 6 volte il 50%, oltre 6 volte il 45%. Provando a dare qualche numero, se la pensione mensile 2014 è pari a 600 euro, 800 euro, 1.000 euro, 1.250 euro, 1.500 euro, 1.750 euro, 2.000 euro, 2.500 euro, quella corretta ammonta rispettivamente a 599,41 euro, 799,21 euro, 999,01 euro, 1.248,77 euro, 1.498,51 euro, 1.748,35 euro, 1.998,12 euro, 2.498,76 euro.

Gli emendamenti alla legge di stabilità al Senato prendono piuttosto un'altra direzione. Possibile una marcia indietro sull'aumento dal 20 al 26% del prelievo sui rendimenti degli investimenti fatti dalle casse di previdenza dei professionisti. Dovrebbe essere invece alleggerito l'aumento sia sui rendimenti dei fondi pensione sia sulle rivalutazioni del Tfr, il trattamento di fine rapporto, che il testo uscito dalla Camera porterebbe dall'11 al 20%. Quello sui fondi si dovrebbe fermare al 14%, quello sul Tfr al 17%. Ma le cifre ballano ancora e la decisione finale non è stata ancora presa.

Si è quindi aperto un dicembre caldo con lo sciopero del pubblico impiego della Cisl. Oggi, all'insegna dell'hashtag #ioscioperoperilcontratto, si sono fermati i lavoratori aderenti alla Cisl della sanità, della scuola, dei servizi pubblici locali, dell'università e delle ricerca, per protestare contro il mancato del rinnovo del contratto, ormai bloccato da cinque anni, e la riforma avviata della pubblica amministrazione. A Roma la protesta si è concentrata a Piazza Montecitorio, dove è stata presente anche il segretario generale Annamaria Furlan: "Le mobilitazioni della Cisl non saranno solo un momento di protesta civile ma anche di proposte per cambiare il jobs act e la legge di stabilità".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il